Italia, un minore su tre a rischio povertà
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Italia, un minore su tre a rischio povertà

Il dato preoccupante è emerso dall'Atlante dell'infanzia di Save the Children: in Italia un minore su tre è a rischio povertà ed esclusione sociale

Scampia, immagine d'archivio
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16 Novembre 2016 - 11.45


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I minori in Italia vivino una condizione sempre più precaria e difficile. E’ questo il dato più preoccupante che emerge dall’Atlante dell’infanzia di Save the Children, che ha stimato che nel nostro Paese quasi un minore su tre è a rischio povertà ed esclusione sociale. Sempre secondo il rapporto i bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno per la mancanza di riscaldamento. Da una delle mappe dell’Atlante, elaborata dall’Ingv, emerge inoltre che 5,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica. 

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Niente giochi per 1 bimbo su 20. Dalla rapporto di Save the Children è emerso inoltre che un bambino su venti non possiede giochi a casa o da usare all’aria aperta, mentre più di uno su dieci non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici.

Il 14,7% lascia dopo la licenza media. La percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, tocca il 14,7%, mentre un alunno di 15 anni su quattro non raggiunge le competenze minime in matematica e uno su cinque in lettura. Sei bambini e ragazzi su dieci i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale.

Meno nascite nel 2015. Il 2015 ha fatto registrare, sempre secondo il rapporto, il record negativo di nati registrati all’anagrafe: 485.780 bambini, un livello di guardia mai oltrepassato dall’Unità d’Italia. Il tasso di natalità, pari a 8 nati ogni 1.000 residenti nel 2015, si sta abbassando di anno in anno dal 2008, quando era pari a 9,8 su 1.000. Anche i minorenni sono sempre meno: il loro peso specifico sul totale della popolazione è sceso dal 17% del 2009 al 16,5% attuale (poco più di 10 milioni di bambini e ragazzi da 0 a 17 anni).

 

Un bambino su 20 non possiede giochi a casa o da usare all’aria aperta, più di 1 su 10 non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici. Sono i bambini “senza”: dalla nascita conoscono la povertà nella loro vita, crescono in condizioni di svantaggio e deprivazione rispetto ai loro coetanei e incontrano barriere e ostacoli che li separano da opportunità educative e formative.  Lo denuncia il 7°Atlante dell’Infanzia (a rischio) “Bambini, Supereroi” di Save the Children, che quest’anno, per la prima volta, viene pubblicato da Treccani e sarà disponibile nelle librerie italiane da inizio dicembre 2016. “Un viaggio nell’Italia dei bambini e con i bambini per portare alla luce la dura realtà dell’infanzia a rischio ma che, allo stesso tempo, valorizza le risorse e le capacità di resilienza dei minori, veri e propri “Superpoteri” per resistere a situazioni di precarietà e superare condizioni di vita difficili”. L’Atlante conta 48 originali mappe comprese tra le 43 tavole e le 280 pagine di analisi e dati geolocalizzati, a cura di Giulio Cederna, corredato dagli scatti di Riccardo Venturi e realizzato nell’ambito della campagna “Illuminiamo il futuro”, avviata da Save the Children con l’obiettivo di contribuire a debellare la povertà educativa in Italia entro il 2030.

Atlante infanzia 2016 - Grafico bambini senza

In Italia quasi 1 minore su 3 è a rischio povertà ed esclusione sociale. I bambini di 4 famiglie povere su 10 soffrono il freddo d’inverno perché i loro genitori non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa. Più di 1 minore su 4 abita in appartamenti umidi, mentre l’abitazione di oltre 1 bambino su 10 che vive in famiglie a basso reddito non è sufficientemente luminosa. Non solo: la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente gli studi, fermandosi alla licenza media, tocca il 14,7%, mentre 1 alunno di 15 anni su 4 non raggiunge le competenze minime in matematica e 1 su 5 in lettura. 6 bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale. 

Dalla mappa dei “Bambini Senza” emerge anche che in Italia più di 1 bambino su 20 (tra 1 e 15 anni) non riceve un pasto proteico al giorno. Quasi 1 bambino su 10 non può indossare abiti nuovi o partecipare alle gite scolastiche e quasi 1 bambino su 3 non sa cosa voglia dire trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa.

Minori nelle aree ad alta pericolosità sismica. Sono 5,5 milioni ii bambini e ragazzi sotto i 15 anni che vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica. Si tratta di un territorio che copre circa il 70% delle province italiane, che comprende 45 città sopra i 50.000 abitanti che ospitano 900.000 minorenni sotto i 15 anni. Lo spiega la mappa  del “Pericolo sismico”, elaborata per Save the Children dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che associa i dati demografici relativi alla popolazione di 0-14 anni per provincia alle aree considerate ad alta pericolosità. Rientrano nella zona ad alta pericolosità, la più a rischio, città come Messina, Catania, Siracusa, Reggio Calabria, Cosenza, Potenza, Benevento, Campobasso, Perugia, Forlì e Verona.

Mappa del pericolo sismico. Fonte: Save the children
Atlante infanzia 2016 - Grafico Mappa del pericolo sismico

Supereroi con Superpoteri. “I minori dei quali parliamo nell’Atlante sono quelli che incontriamo ogni giorno nei nostri programmi: nei Punti Luce o negli Spazi Mamme nei quartieri più difficili, da Nord a Sud, per contrastare la povertà educativa; nelle scuole, per prevenire la dispersione e favorire un uso creativo e responsabile delle nuove tecnologie; nei reparti di ostetricia degli ospedali, per accompagnare i neo genitori nelle fasi più delicate dell’arrivo di un figlio; nelle tendopoli, quando per una calamità si è costretti ad abbandonare tutto; nelle aree di sbarco e nelle grandi città, per garantire protezione e sostegno ai minori migranti che arrivano in Italia da soli e sono facile preda di circuiti di sfruttamento”, spiega Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children . “Cerchiamo di essere accanto ai bambini e agli adolescenti nei luoghi che segnano la loro crescita. E di ascoltarli. Perché da loro possiamo comprendere quali sono le reali priorità da affrontare”.

Dai laboratori realizzati dll’organizzazione con 130 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 22 anni, impegnati nel “Movimento Sottosopra”, emerge che se i ragazzi potessero vestire i panni di veri e propri Supereroi, utilizzerebbero i loro Superpoteri per dar voce ai propri bisogni inespressi, per risolvere i problemi e il disagio che affliggono l’infanzia e per rendere il mondo un posto più giusto e senza discriminazioni. Tra i SuperEroi, c’è infatti chi propone di “clonare il materiale scolastico cosicché gli studenti non abbandonino la scuola” – sottolineando la scarsa dotazione didattica delle scuole -,chi vorrebbe il potere di “trasformare le materie a scuola e utilizzare metodi più concreti” per imparare e chi vorrebbe avere il potere di “manipolare la mente per rendere i prof più divertenti e fare in modo che capiscano cosa vogliamo”. E, ancora, chi vorrebbe “manipolare il pensiero e la mentalità della gente per sconfiggere la camorra”, chi vorrebbe il teletrasporto “per viaggiare senza problemi economici”, chi vorrebbe poter vedere nel futuro “per combattere bulimia e ogni disturbo alimentare”.

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