L'emergenza migranti vista dall'obiettivo di quattro fotografi
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L'emergenza migranti vista dall'obiettivo di quattro fotografi

Francesco Giusti, Giulio Piscitelli, Rocco Rorandelli e Francesco Zizola hanno raccontato con immagini potentissime il dramma del viaggiare per vivere.

Migranti dalla Tunisia verso Lampedusa, il 2 aprile 2011. (Giulio Piscitelli, Contrasto)
Migranti dalla Tunisia verso Lampedusa, il 2 aprile 2011. (Giulio Piscitelli, Contrasto)
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26 Settembre 2016 - 18.54


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Migranti su un barcone, migranti che scappano nel deserto. Pantaloni di migranti abbandonati nel tragitto e incastonati come gemme di salvezza nella polvere della strada battuta. Il fagotto di tela di un migrante impaccottato con spagno e nastro adesivo: al centro una foto. Sono solo alcune delle foto scattate da Francesco Giusti, Giulio Piscitelli, Rocco Rorandelli e Francesco Zizola. Le loro fotografia saranno al festival di Internazionale Ferrara il 30 settembre.

Nel 2016 si raggiungerà un numero senza precedenti di migranti annegati nel Mediterraneo.

Il bagaglio di un lavoratore immigrato che scappa dalla Libia, al confine con la Tunisia, nel marzo del 2011. (Francesco Giusti, Prospekt)

 

Come scrive Internazionale presentando questi fotografi: “il bilancio delle vittime dell’ultimo naufragio del 21 settembre, al largo delle coste egiziane, è salito a circa 300 morti e quindi dall’inizio dell’anno le vittime sono già più di 3.500. Al ritmo attuale, il numero delle vittime supererà quello del 2015, che era di 3.771, il più alto finora registrato”.

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Una vera e propria emergenza che “ha raggiunto l’Europa, ha travolto la politica, che ha reagito a volte cercando nuove forme di accoglienza a volte alzando nuovi muri per tenere lontani i migranti. Ma anche il mondo culturale e quello dell’informazione hanno reagito all’emergenza: il tema è stato tra i più fotografati dell’anno e uno dei più presenti anche nelle immagini candidate al World press photo”.

Un paio di pantaloni abbandonati vicino al campo profughi sull’isola di Lesbo, in Grecia, nel novembre del 2015. (Francesco Giusti, Prospekt)

 

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