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Abusivismo a Licata, ancora una macchina incendiata

Torna la tensione attorno all'abbattimento delle case abusive, dopo la sentenza della magistratura.

Licata, lotta all'abusivismo
Licata, lotta all'abusivismo

globalist

18 Luglio 2016 - 21.04


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In Sicilia, a Licata, torna la tensione attorno all’abbattimento delle case abusive, dopo la sentenza della magistratura. Il ritorno alla legalità è un dovere per l’Amministrazione comunale, ma a qualcuno non va giù. Così, dopo l’attentato alla villa della famiglia del sindaco, intimidazione ad un dirigente dell’Urbanistica del Comune siciliano. In fiamme la sua auto, in sosta in contrada Mollarella, nei pressi della casa di campagna del dirigente. Il rogo è divampato a notte fonda. Il Suv, nonostante gli sforzi dei pompieri, è andato completamente distrutto. A dirigere le indagini della polizia è il sostituto della procura di Agrigento, Santo Fornasier. Ortega, così come il sindaco Angelo Cambiano al quale nei mesi scorsi – come ricordato – venne incendiata l’abitazione di campagna del padre, ha un ruolo determinante nelle demolizioni delle villette abusive. E’ il dipartimento Urbanistica, infatti, ad emettere le ordinanze di demolizione. L’ufficio ha lavorato in stretto contatto con Renato Di Natale ed Ignazio Fonzo, rispettivamente capo ed aggiunto della procura di Agrigento, che hanno dato il via alla esecuzione ( in ordine cronologico ) degli abbattimenti delle case dopo aver siglato il protocollo di intesa con il Comune. Nello scorso mese di maggio, all’incirca un mese dopo l’avvio delle demolizioni, qualcuno aveva appiccato le fiamme alla casa di campagna della famiglia del sindaco. Da allora, su disposizione del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il sindaco ha un agente che lo segue in ogni spostamento ed una pattuglia della polizia davanti casa 24 ore su 24.

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