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L'europarlamentare leghista Buonanno è morto in un incidente stradale

La sua auto si è scontrata con un'altra autovettura nel Varesotto. Era famoso per le sue provocazioni

Gianluca Buonanno
Gianluca Buonanno

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5 Giugno 2016 - 19.13


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Era un provocatore, un amante degli eccessi. Oggi pomeriggio l’europarlamentare della Lega Nord Gianluca Buonanno, 50 anni, è morto in un incidente stradale lungo la Pedemontana a Gorla Maggiore (Varese). Buonanno che è sindaco di Borgosesia (Novara) era a bordo di una vettura che si è scontrata con un altro mezzo.
 Secondo le prime ricostruzioni, attorno alle 17 l’auto con a bordo Buonanno e un’altra persona avrebbe tamponato una seconda vettura con tre persone a bordo che era ferma a causa di un guasto sul tratto all’altezza del Comune di Gorla Maggiore, in direzione Varese. Il politico e’ morto a causa delle ferite riportate nell’impatto, mentre le altre persone sono rimaste ferite. Oltre ai soccorritori del 118, sono intervenute due squadre di vigili del fuoco e gli agenti della Polstrada, che stanno eseguendo i rilievi.

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La reazione di Salvini e Calderoli. Subito dopo la notizia Matteo Salvini ha scritto un messaggio di cordoglio: “Non ho parole, in un incidente ci ha lasciato Gianluca Buonanno. Una preghiera. Buon viaggio a una persona leale, coraggiosa, concreta, onesta, generosa, sempre fra la sua gente da Sindaco e parlamentare. Un pensiero ai suoi famigliari e alla gente della sua valle. Un impegno: non molleremo mai, anche per Te. Ciao Gianluca, mancherai.”
Parola a cui si sono aggiunte quelle di Roberto Calderoli: “Piango un amico, piango un compagno di tante battaglie politiche, di tanti momenti vissuti insieme, piango un uomo che sapeva ridere e stare in mezzo a noi, piango Gianluca Buonanno e in questo terribile momento penso alla sua famiglia.  Ho conosciuto Gianluca una decina di anni fa, quando era un un giovane e battagliero sindaco a Varallo Sesia e subito ammirato il temperamento, l’impegno e anche la creativita’ di questo sindaco di cuore, un sindaco innamorato della sua gente, del suo comune, dell’incarico che i cittadini gli avevano affidato. Ma anche un sindaco ‘di testa’, che lavorava bene per davvero. Era un leghista verace, uno che le pensava, che le diceva e le faceva, uno che sapeva ascoltare la gente e soprattutto che sapeva lavorare per la gente, anche se a volte questo gli provocava critiche ingiuste. Ciao Gianluca, mancherai a tutti noi”.

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La sua vita politica. Bonanno aveva cominciato a fare politica in An, poi il passaggio al Carroccio. Incarnava l’immagine più ruspante e insieme politicamente scorretta della Lega Nord. Solo pochi giorni fa era stato a Milano alla manifestazione nazionale del partito, sotto una pioggia incessante, in mezzo alla base. Spesso aveva fatto parlare di sé per via di alcune sue sparate, ricevendo in tempi recenti alcune tirate di orecchie (mai in pubblico) da parte di Matteo Salvini, irritato per il protagonismo spesso controproducente del collega. Come quando si presentò in televisione, durante una trasmissione, con una pistola: era il suo modo per parlare di sicurezza e legittima difesa.
Una volta entrato alla Camera, Buonanno si era dipinto la faccia di nero dicendo che “anche noi vogliamo gli aiuti che si danno a chi arriva agli ultimi minuti”, riferendosi ai soldi stanziati dal governo per i profughi.
È negli annali anche la spigola che teneva in mano e che gli valse l’espulsione quando il grillino Luigi Di Maio presiedeva i lavori in aula.
Eletto a Bruxelles, stesso registro: lì ha portato la carta igienica, una fettina di carne, le uova e si è persino messo a mangiare una banana dicendo: “La banana non deve mangiarla il bambino. Il bambino la mangia in Africa, in Sudamerica. In Europa ai bambini diamogli i frutti del territorio”.

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