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Nasce lʼalbo dei "gattari": un codice dei diritti e dei doveri

Il Comune piemontese ha deciso di istituire un registro delle persone che curano le colonie di felini

Gatto -immagine d'archivio
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globalist Modifica articolo

3 Luglio 2019 - 12.55


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A Borgosesia, in Piemonte, è nato l’albo dei “gattari”. Si tratta di un elenco a cui possono registrarsi tutte quelle persone che vogliono occuparsi delle colonie di gatti della città: per essere autorizzati a farlo si deve prima chiedere il tesseramento al municipio. Una volta ottenuta la qualifica di “gattaro” si dovrà rispettare il codice disciplinare del Comune che prevede doveri tra cui igiene e decoro delle aree, e diritti come la tutela del tesserato.
Il codice dei “gattari” – “A Borgosesia – ha dichiarato l’assessore alla Protezione Animali, Eleonora Guida – vogliamo individuare i diritti e i doveri di queste generose e volenterose persone: li tuteliamo e li autorizziamo a svolgere la loro attività, e siamo pronti ad intervenire in loro aiuto in caso di criticità, d’altro lato chiariamo bene che la loro attività deve svolgersi senza alterare il decoro e l’igiene delle aree dove la colonia felina è insediata”. 
Non è la prima volta – “La tutela degli animali di affezione è un principio sancito dalla legge che condanna gli atti di crudeltà contro di essi, il loro abbandono e i maltrattamenti. Per fortuna a Borgosesia possiamo contare su tanti cittadini che si prendono cura degli animali”, così l’assessore ha commentato l’iniziativa del Comune. Prima di Borgosesia, però, è stata Verona a creare il primo albo dei “gattari” già nel 2018: questi due Comuni sono stati gli unici a valorizzare il lavoro dei tanti cittadini che si occupano spontaneamente delle colonie feline.

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