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Lo scrittore Marelli: agli arresti domiciliari per colpa dei lavori

Come racconta lui stesso in questo video è praticamente prigioniero in casa a causa dei lavori infiniti in via Leonardo Mazzella a Ischia.

Il professor Gianfranco Marelli
Il professor Gianfranco Marelli

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21 Marzo 2016 - 18.39


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Il professor Gianfranco Marelli è nato a Milano e ha 59 anni. Non è solo un insegnante ma è anche un giornalista e soprattutto un anarchico. Ha pubblicato “L’amara vittoria del situazionismo. Per una storia critica dell’Internationale Situationniste, 1957-1972” ( Pisa, 1996) e “L’ultima Internazionale. I situazionisti oltre l’arte e la politica” (Torino, 2000).

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Come racconta lui stesso in questo video è praticamente prigioniero in casa a causa dei lavori “infiniti” in via Leonardo Mazzella a Ischia. In questa intervista realizzata da Francesco Castaldi racconta le incredibili vicissitudini che ha patito e continua a patire.

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Ecco la lettera postata su facebook.

I miei arresti domiciliari.

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[Di scrivere a vanvera non ne posso più]

Cortese Isabella Marino,

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le scrivo pubblicamente in merito a questioni che lei quotidianamente scrive e informa la comunità isolana, fra queste il degrado ambientale e la difficoltà nella mobilità causati dai numerosi cantieri stradali aperti in quasi tutte le arterie stradali del territorio da tempo ormai immemore.

A quanto lei ed altri hanno osservato e denunciato riguardo agli inadempimenti di una amministrazione comunale connivente e latitante, mi permetto di farle rilevare la mia situazione di persona agli arresti domiciliari, sebbene non abbia commesso nessun reato, ma con l’unica colpa di essere un disabile con gravi difficoltà deambulatorie e di abitare in via Leonardo Mazzella, un vero e proprio cantiere incustodito e a cielo aperto dal mese di maggio dello scorso anno.

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Orbene è da maggio dello scorso anno che la mia vita quotidiana è stata presa in ostaggio dai responsabili dell’incuria e del pressapochismo di chi ha dato in appalto i lavori stradali di via Leonardo Mazzella e di chi li sta attuando, non consentendomi più di uscire con tranquillità e serenità dal cancello della mia abitazione per fare una passeggiata, neppure con la carrozzina, dal momento che il manto stradale è un groviera tante sono le buche e gli avvallamenti che lo contraddistinguono ormai più come un sentiero di guerra che come una delle principali arterie comunicanti con Ischia Ponte.

Di questa incresciosa situazione sono stato artefice [solidarizzando con la protesta attuata a suo tempo da Carmelo Buono] di numerose iniziative, giungendo persino ad essere minacciato di denuncia perché con la carrozzina, a loro dire, avrei un giorno ostruito i lavori del cantiere; va da sé che la risibilità di una siffatta accusa non ha avuto alcun esito se non il solerte intervento di alcuni agenti di Pubblica Sicurezza che hanno cercato di intimidirmi facendo la voce grossa e scattando innumerevoli fotografie a tutti i presenti accorsi per solidarietà.

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Da allora – giugno dello scorso anno – non solo la situazione non è cambiata, ma addirittura è peggiorata, poiché con l’avanzare dei lavori del cantiere tutto il manto stradale è stato dissestato, aumentando le buche, gli avvallamenti, e cancellando la segnaletica stradale che assicurava il posto per disabile davanti alla mia abitazione [ottenuto – ma è il caso di dirlo? – a seguito di una mia protesta pubblica] così da non aver neppure la possibilità di uscire di casa con l’automobile a meno di non avventurarmi per decine e decine di metri [e, mi creda, per me sono centinaia] fino a raggiungere il luogo dove mia moglie ha potuto parcheggiarla.

Di tutto questo ho fatto presente il Comando dei Vigili urbani di Ischia che né si sono preoccupati di rispondere alle mie continue e ripetute telefonate al loro centralino, né sono mai usciti per verificare – nonostante la presenza di una segnaletica verticale che indica il parcheggio disabile riservato – lo stato della situazione da me più volte denunciato.

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Cos’altro posso fare per uscire da questi immeritati arresti domiciliari?
Non sono uso a gesti eclatanti, stimo troppo la mia vita e soprattutto la vita di tutti per abbracciare forme di protesta estrema. Pure sono deciso a non più sopportare questa umiliazione che chi è preposto alla salute dei propri concittadini non si rende conto, o fa finta di non rendersi conto, di avvallare con il suo comportamento [non ultimo la risibile giustificazione data ai microfoni di Tele Ischia dei motivi dell’ennesima procrastinazione del completamento dei lavori stradali nel comune].

Così ho deciso di scriverle perché tramite lei comunichi al sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, che lo invito sulla mia carrozzina a fare una passeggiata per le vie centrali del comune di Ischia a partire da dove abito, per constatare di persona non tanto cosa sono gli arresti domiciliari, quanto cosa significhi per un disabile con gravi problemi di mobilità uscire fuori dalla propria abitazione per godersi qualche ora di libertà.

Cordialmente, Gianfranco Marelli

Ischia 18 marzo 2016

P.S.: Per cortesia, nell’eventualità che il sindaco accettasse la proposta, comunichi che la mia carrozzina non è assicurata: non vorrei …

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