'Negro torna in Africa': giocatore minorenne insultato dagli avversari
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'Negro torna in Africa': giocatore minorenne insultato dagli avversari

Insulti razzisti sono stati indirizzati a un 17enne che gioca in una squadra di un paese vicino a Perugia: né l'arbitro né i presenti adulti, sono intervenuti.

'Negro torna in Africa': giocatore minorenne insultato dagli avversari
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23 Novembre 2015 - 14.44


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Frasi come “Negro torna in Africa” o “ti mettiamo in lavatrice e ti sbianchiamo” sono state indirizzate ieri ad un 17enne che gioca con la squadra Via Nuova Alba di San Martino in Campo, alle porte di Perugia, dai ragazzini della squadra dell’Ammeto. L’episodio è stato pubblicamente denunciato dalla Via, che punta il dito anche contro l’arbitro che non è intervenuto e contro tutti i presenti adulti – allenatore e genitori – che non avrebbero detto nulla in difesa del minorenne.

“Una situazione che, per quanto riguarda il giovane calciatore – scrivono in una nota stampa -, si è verificata in passato in altri campi umbri anche se in misura più lieve. Quello che è successo domenica però ha dell’incredibile. Tutti, in campo e sugli spalti, hanno sentito i ripetuti insulti provenire dal campo di gioco e sicuramente anche l’arbitro della partita che, incredibilmente, non ha preso provvedimenti disciplinari per interrompere la continua bordata di frasi razziste indirizzate al giocatore di colore”.

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“In casi come questo – è ancora la società che scrive – ci sono delle responsabilità chiare, di giocatori, allenatori e rappresentanti di società oltre che degli stessi arbitri, e non si possono più chiudere gli occhi davanti ad episodi gravi come questi, specialmente se arrivano da persone d’esperienza che invece dovrebbero dare altri esempi ai più giovani in campo. La società di San Martino in Campo, attraverso questa denuncia pubblica, vuole ribadire con forza la sua volontà di combattere ogni forma di razzismo. Cosa possono insegnare ai più giovani persone così che sono inserite nel mondo calcio? La Vis Nuova Alba crede che fatti del genere vadano sempre denunciati perché chi sbaglia deve pagare in qualche modo”.

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