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Cassazione: Stefania Craxi paghi i debiti di Bettino

Respinto il ricorso. Deve pagare al fisco 676mila per il recupero dell'imposta di registro in riferimento alla sentenza penale di condanna del padre.

Stefania Craxi
Stefania Craxi

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11 Novembre 2015 - 19.41


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Stefania Craxi deve al fisco 676mila euro. Lo ha deciso la Cassazione. Una cifra che rappresenta il recupero dell’imposta di registro in riferimento alla sentenza penale di condanna a quattro anni e sei mesi per il padre Bettino nel processo per le tangenti della ‘Metropolitana milanese’.

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Craxi fu condannato per corruzione e illecito finanziamento ai partiti, davanti alla Corte di Appello di Milano il 24 luglio 1998.

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I giudici hanno respinto il ricorso con il quale la figlia di Craxi ha provato ad evitare la condanna al pagamento della somma. Che è rapportata al valore della causa nella quale l’ex segretario del Psi era stato condannato a risarcire la metropolitana con dieci miliardi di vecchie lire.

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Il ricorso. La tesi che Stefania Craxi ha sostenuto nel ricorso alla Suprema Corte è di aver accettato l’eredità paterna con beneficio d’inventario. Ovvero: con la facoltà di potersi esimere dall’assumere l’onere di adempiere a questo debito erariale maturato dal padre per via della sua pendenza giudiziaria penale. Gli ‘ermellini’ le hanno spiegato che ormai e’ troppo tardi per far valere l’eventuale beneficio di inventario, dal momento che la circostanza dell’accettazione condizionata dell’eredita’ doveva essere fatta presente impugnando a suo tempo l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro.
“Nel caso di specie – rilevano i supremi giudici – non e’ stato impugnato il titolo (l’avviso di pagamento) a mezzo del quale era stata fatta valere illimitatamente dall’erario, nei riguardi dell’erede, la pretesa obbligatoria concernente il debito tributario del defunto Bettino Craxi”. “Dunque – conclude il verdetto della sentenza 23061 della Sezione tributaria della Cassazione – l’erede non poteva piu’ eccepire, in sede di riscossione, ne’ potra’ farlo nell’eventuale sede di esecuzione, la ridotta responsabilita’ derivante dall’accettazione con beneficio di inventario”.

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