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Molti medici sono spaventati e vogliono lo scudo penale per fare i vaccini

Parla Filippo Anelli, sulle inchieste in corso per i casi di decessi in merito alle vaccinazioni con AstraZeneca.

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globalist

15 Marzo 2021 - 10.21


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Parla all’agenzia di stampa Ansa il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, Filippo Anelli, sulle inchieste in corso per i casi di decessi in merito alle vaccinazioni con AstraZeneca: “Molti colleghi sono spaventati da quello che è successo in Sicilia. La magistratura fa il suo doveroso lavoro e sono ‘atti dovuti’ ma serve mettere in serenità gli operatori e pensare a “una sorta di ‘scudo penale’, un intervento legislativo idoneo, senza sconvolgere i nostri principi democratici, per dare in un questa fase emergenziale la possibilità al medico di potersi esimere dai problemi di carattere colposo”. 

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“Oggi – dice Anelli – in assenza di una norma, in un momento straordinario dove abbiamo una malattia che è comparsa per la prima volta sulla faccia della terra non abbiamo una terapia risolutiva; abbiamo vaccini e in una campagna di vaccinazione di massa sicuramente può avvenire qualche problema. I rischi di fronte a grandissimi numeri sono sempre possibili ma penso che il Parlamento a questo punto, e lo avevamo già chiesto nella prima fase, debba pensare, seriamente a un intervento legislativo che doni un po’ di tranquillità e serenità alla professione”.

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“Questo è il nostro appello perché questa disponibilità – prosegue Anelli – non si trasformi in un boomerang, dove i medici saranno poi costretti a nominare avvocati e ad andare davanti al giudice. Questo non favorisce sicuramente una serenità da parte degli operatori”.

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“Naturalmente non significa togliere nulla ai cittadini ma soltanto far lavorare i professionisti in maniera serena. C’erano già delle ipotesi legislative che erano state avanzate nella fase finale della prima ondata che possono essere riprese senza lo sconvolgimento dei nostri principi democratici ma in grado di consentire in una fase emergenziale di dare la possibilità al medico di potersi esimere dai problemi di carattere colposo, salvaguardando le attività che vengono svolte. Nessun medico vuole creare problemi in questo momento ai cittadini. I problemi sono intrinseci in una gestione oggettivamente complessa e assolutamente nuova”, conclude il presidente Fnomceo.

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