Vorrei vivere durante la guerra: lo sproloquio di Miss Italia
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Vorrei vivere durante la guerra: lo sproloquio di Miss Italia

Alice Sabatini, intervistata, risponde con fesserie imbarazzanti. Sembrava la parodia di Zelig, ma era tutto vero.

Vorrei vivere durante la guerra: lo sproloquio di Miss Italia
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21 Settembre 2015 - 15.46


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Durante la fase di premiazione del programma Miss Italia andato in onda sul La7, alle concorrenti sono state poste delle domande. Una di queste era: quando vi sarebbe piaciuto vivere nella storia? Alice Sabatini, che poi ha vinto il titolo alcuni minuti dopo, ha risposto così “nel 1942 durante la seconda guerra mondiale per vedere realmente la seconda guerra mondiale, non solo nei libri, per viverla, tanto essendo donna non avrei fatto il militare“.

Che le partecipanti ai concorsi di bellezza, non raramente, possano non essere delle cime è cosa risaputa, tant’è che restano mirabili le macchiette fatte dalle comiche Katia e Valeria a Zelig. E quindi, più che mero intrattenimento, le intervistine che si fanno alle aspiranti Miss spesso scadono nel grottesco o addirittura nel ridicolo.

Eravamo abituati alle ovvietà tipo “vorrei la pace nel mondo” (vedi sempre Zelig) ma questa volta invece la giovinetta ha detto che le sarebbe piaciuto vivere durante la guerra nel “42 (come mai non nel “44 o ’45?) perché avrebbe voluto “vedere l’effetto che fa”, tanto in quanto donna, non avrebbe fatto il militare.

Nell’ignoranza e nella superficialità della beata gioventù, la Miss ignorava che nel conflitto che lei ha citato, ci furono milioni di vittime civili comprese donne, vecchi e bambini. Ci furono abusi e stupri contro le donne (magari potrebbe rivedere il film la Ciociara o leggere il testo della Tammurriata nera sui figli della guerra), o forse avrebbe dovuto immaginare che l’orrore della morte – pensiamo solo allo sterminio degli ebrei, degli zingari e degli omosessuali – non era e non è esattamente un videogioco con il quale trastullarsi, né una partecipazione all’Isola dei famosi o a reality dove si sperimenta la sofferenza.

Ovviamente non possiamo imputare a una ragazza di 18 anni una scarsa conoscenza della storia, né possiamo pretendere che manifesti la saggezza di un adulto, visto che in Parlamento ci sono i vari Razzi e Scilipoti, quelli che danno dell’orango alle donne e compagnia cantante. Ma certamente sarebbe gradita maggiore prudenza e saggezza da chi mette a queste anime belle il microfono in mano.

Va bene che tutto quanto fa spettacolo, va bene che qualsiasi fesseria viene elevata al rango di studiata opinione, va bene l’universo mediatico che inghiottisce, sputa e dimentica ogni cosa, nello spazio di poche ore. Ma andrebbe molto meglio se tutto questo caravanserraglio la smettesse. Almeno per un po’.

Ecco la parodia di Zelig.

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