A Brescia il Luca di Povia fa un corso per curare i gay
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A Brescia il Luca di Povia fa un corso per curare i gay

Nella provincia di Brescia Luca Di Tolve, reso noto dalla canzone di Povia, organizza seminari per curare gli omosessuali.

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4 Giugno 2015 - 10.31


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Al centro di spiritualità Sant’Obizio, in provincia di Brescia il gruppo Lot (dal nome dell’uomo che scappò da Sodoma e Gomorra prima che venissero distrutte con fuoco e fiamme da Yahwè) si lavora per guarire i gay, così dicono. Le tre persone a capo del seminario si chiamano “leader”, e il leader dei leader è Luca Di Tolve, che poi sarebbe il Luca era gay della discussa canzone di Povia del Sanremo 2009. Ex attivista dell’Arcigay, ballerino alla discoteca Plastic di Milano, inventore delle crociere per omosessuali è oggi impegnato in questa missione che però parte da un assunto smentito in tutte le lingue dall’Oms: cioè che l’omosessualità sia una malattia. Si comincia il venerdì e si finisce il martedì. Come si legge nell’inchiesta di Repubblica.it “cinque giorni di messe, canti, preghiere, invocazioni dello spirito santo, confessioni, meditazioni con la luce spenta e soprattutto slide e lezioni dai titoli tipo “I meccanismi della confusione sessuale”, “Narcisismo e idolatria relazionale” e così via. Tutto al prezzo di 185 euro, più una ben nutrita biblioteca con libri, riviste e dvd da comprare e studiare una volta tornati a casa”. I tre leader, raccontano di essere ex gay e sono affiancati da un frate francescano e da un padre passionista.

Il corso si chiama “Adamo ed Eva: dove siete?” e per partecipare si deve compilare e inviare un questionario all’associazione. “Descrivi il tuo problema dal punto di vista sessuale o emozionale”; “Come si manifesta il problema?”; “Hai già ricevuto una consulenza psicologica in merito? “. Dopodiché si allega la fotocopia di un documento di identità, così quelli del gruppo Lot controllano su internet che non siate agenti del nemico (militanti gay o giornalisti) in avanscoperta.

Gli ospiti hanno tutto lo stesso “problema”: pulsioni, quell’istinto, da sradicare in un qualche modo. Le regole del corso sono essere puntuali agli appuntamenti, non giudicare gli altri corsisti, non parlare all’esterno di ciò che qui si è detto, o almeno, non riferire le esperienze altrui. Si legge “Il programma è serrato e si parte ogni mattina con la messa alle 7.45 (e solo dopo la colazione), mentre l’ultimo insegnamento finisce alle 22.30. Si pranza e si cena tutti insieme e almeno lì l’atmosfera sembra rilassata. Si gioca tutto sulla ripetitività: nello scaglionamento delle giornate, nelle canzoni, nei riti, soprattutto nel messaggio in sé”.

La prima cosa che viene spiegata è che “L’omosessualità non esiste e voi non siete gay, siete solo persone che hanno un problema”. “Se soffri non è perché non accetti ciò che è naturale, ma perché non hai ancora scoperto ciò che ti ha fatto nascere una certa inclinazione. I bisogni insoddisfatti – continua – causano il danneggiamento della sessualità e della sfera relazionale “. “L’essere omosessuali è un abominio, fa star male Dio, e quindi bisogna sfidarlo ed essere coraggiosi”. Un mix di psicologia spicciola e fondamentalismo religioso, come il continuo richiamo a Satana, alle sue tentazioni, al suo potere. Secondo i leader l mondo dei media, ad esempio, “è chiaramente in mano al Diavolo”. Con le associazioni gay che stanno perseguitando la famiglia naturale.

L’ultimo giorno c’è una messa e un battesimo per “suggellare rinnovo e promesse”. Prima, però, le ultime lezioni: “Ripristinare la mascolinità” e “ripristinare la femminilità”.

Un corso spaventoso. Monsignor Parolin ha detto che il matrimonio gay è una sconfitta per l’umanità, a nostro avviso questi corsi sono una sconfitta per l’umanità.

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