Un morto e nove feriti in una mancata rapina in un supermercato per la quale due Carabinieri in congedo sono stati sottoposti a fermo: succede a Ottaviano (Napoli), dove si sono vissute scene da far west con sparatorie fra la folla, inseguimenti e incidenti stradali.
I due Carabinieri, uno originario di Cercola (Napoli) e l’altro di Chioggia (Venezia), entrambi in forza al Battaglione Mestre e in congedo ordinario in Campania, sono stati subito sospesi dal servizio. Entrambi sono feriti e si trovano piantonati in ospedale. Nei loro riguardi, al momento del fermo, ieri sera, erano stati ipotizzati i reati di rapina aggravata e tentativo di omicidio plurimo, ma nella notte, dopo la morte di Pasquale Prisco, 28 anni, ferito nella sparatoria, è ipotizzabile che si aggiungerà anche il reato di omicidio.
Intanto Pasquale Prisco, 28 anni, uno dei 10 feriti della rapina, è morto nella notte. Prisco, figlio del proprietario del supermercato, era stato ferito nel corso dell’inseguimento ai rapinatori sulla statale del Vesuvio. Ricoverato all’ospedale Villa Malta di Sarno, era stato sottoposto a un’operazione chirurgica.
Sono stazionarie le condizioni delle altre nove persone ferite. Ferito all’addome anche il fratello di Pasquale, Donato, 24 anni, quest’ultimo ricoverato nell’ospedale di Nocera Inferiore (Salerno). Feriti anche tre dipendenti del supermercato Etè: Antonio Susini, 33 anni; Pasquale Mellone, 25 anni; e Gaetano Mastellone, di 25 anni. Anche due rumeni, dipendenti di un altro market riconducibile ai Prisco, rispettivamente di 29 e 27 anni, sono rimasti feriti e sono tuttora ricoverati nell’ospedale di Sarno. La decima persona ferita, ancora una volta da un colpo d’arma da fuoco all’addome, è Biagio Bifulco, 43 anni, anche lui dipendente dell’altro market gestito dai Prisco. I due carabinieri-rapinatori si chiamano Claudio Vitale, 41 anni, di Cercola (Napoli) e Jacomo Nicchetto, 33enne di Chioggia (Venezia). Entrambi sono stati trasferiti in un istituto penitenziario-ospedaliero di Salerno. Di stanza in Veneto, da tempo Vitale e Nicchetto non ricoprivano più mansioni investigativo-operative. Pasquale e Donato Prisco, i due gestori di fatto dell’Etè, sono figli di Angelo Prisco che nel nel 2012 è stato coinvolto in un’inchiesta della Dia culminata in un sequestro di beni. Da questa vicenda Angelo Prisco è stato completamente scagionato.
Da quello che si apprende volevano farsi giustizia da soli i fratelli Prisco. Dopo il colpo, i Prisco sono stati avvertiti da un dipendente del market: i fratelli hanno subito dato il via a una missione punitiva. In otto, tra i Prisco e loro dipendenti, anche di un altro market, sono partiti a bordo di due auto – una Volkswagen Polo e una Audi A3 – alla ricerca dei due carabinieri-rapinatori, in fuga su una Lancia Lybra SW. L’auto dei malviventi è stata raggiunta e poi speronata sulla strada statale 268, all’altezza della zona industriale di Ottaviano. Tutti sono scesi dalle vetture: è scoppiata una violentissima colluttazione culminata con la reazione dei carabinieri che, verosimilmente con le loro armi di ordinanza, hanno sparato contro gli aggressori, ferendone alcuni. Loro stessi sono rimasti feriti. Uno ha riportato una frattura delle ossa facciali, l’altro da un colpo di pistola al gluteo. Non è ancora chiaro se che anche gli inseguitori fossero armati. A fare luce sulla circostanza saranno gli esiti dell’esame dello stub, eseguito su tutti i feriti.