Al via gli interrogatori di garanzia relativi all’inchiesta sul Mose, che ha portato a 35 arresti. Davanti al gip, nell’aula bunker di Mestre, si è svolto l’interrogatorio del sindaco Pd di Venezia Giorgio Orsoni, agli arresti domiciliari per finanziamento illecito ai partiti. È stato interrogato per un’ora e si è dichiarato innocente.
Orsoni è entrato nella vicenda dei cosiddetti fondi neri per il Mose per una dazione, secondo l’ordinanza del gip, di 260 mila euro ricevuti nel 2010 per la campagna elettorale dal consorzio Venezia Nuova.
Uno dei suoi legali ha spiegato che il suo assistito ha rilasciato “una serie di dichiarazioni lucide, tranquille e serene” al gip durante l’interrogatorio di garanzia ed e’ fiducioso di riuscire a chiarire la propria posizione”. L’avvocato Daniele Grasso, in particolare, ha spiegato che Orsoni “non ritiene che gli sia addebitabile alcun tipo di responsabilità” e si propone “di dimostrarlo attraverso una serie di indagini difensive a integrazione della documentazione acquisita dal procuratore”.
Per Grasso, poi, “è giusto dare conto che l’inserimento in questo contesto della sua persona poteva essere evitato; la situazione si è sviluppata in questi termini, quindi pazienza, ma va però letto in modo diverso”, perché la posizione di Orsoni “non c’entra niente con tutte le altre imputazioni”. La dinamica dell’incontro col gip “è stata diversa da quella di un interrogatorio”.
“È molto provato, sta soffrendo dal punto di vista istituzionale come da quello umano”, ha aggiunto, spiegando che “dobbiamo ancora decidere se fare ricorso, abbiamo tempo”. Il sindaco di Venezia “è profondamente convinto del fatto di riuscire a dimostrare che la sua situazione in questo contesto non va letta come e’ stato fatto. Si risolverà tutto spero in tempi relativamente brevi”, ha concluso, sottolineando che Orsoni è “fiducioso” e di esserlo lui stesso.