I lampedusani sono indignati. I giornali e i siti continuato a titolare che le stragi in mare avvengono a Lampedusa, quando quella di ieri è accaduta a 100 miglia, ovvero 185 chilometri. Oramai le rotte delle navi dei migranti non sono più dalla Libia a Lampedusa, ma verso le coste siciliane, visto che il centro d’accoglienza dell’isola è chiuso. Eppure si continua a tirar fuori il nome di Lampedusa e ad associarlo con le stragi in mare.
Alla vigilia dell’estate gli operatori turistici sono preoccupati e dicono ai giornalisti di raccontare la verità e di non cercare sempre le notizie ad effetto. Giorgio Cacciatori, titolare del bar “Lo Sbarcatoio”, scrive sul suo profilo di facebook: “Basta fango sull’isola di Lampedusa! Basta giornalisti e fotoreporter d’assalto pronti a calpestare ogni cosa per dare sensazionalità e visibilità alle notizie! L’isola di Lampedusa è un patrimonio dell’umanità che va difeso con orgoglio e fermezza! Stop alle menzogne! Giù le mani da Lampedusa!”.
A lui si associa tanta gente comune e anche l’albergatore Totò Martello, ex sindaco dell’isola. “Notizie come l’ennesimo naufragio a lampedusa o morti a Lampedusa, fanno venire i brividi; ieri per l’ennesima volta il Tg2 spostava la disgrazia dalla Libia a Lampedusa: perché? Quali sono, mi chiedo, gli interessi che si nascondono dietro le notizie false? Perché il Sindaco non difende l’Isola e la sua immagine? Non sarebbe il caso di dire basta con i fatti a questo gioco al massacro?