Gira un porno a 16 anni e lo invia alla cuginetta: lo vede tutta la scuola
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Gira un porno a 16 anni e lo invia alla cuginetta: lo vede tutta la scuola

Scandalo a Roma. La dodicenne che ha diffuso il video è stata già ascoltata dallo psicologo. Il preside prende provvedimenti.

Gira un porno a 16 anni e lo invia alla cuginetta: lo vede tutta la scuola
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13 Dicembre 2013 - 14.04


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Scandalo alla scuola media Giuseppe Mazzini di Roma. Una ragazza di 16 anni ha girato un video porno e lo ha inviato alla cugina di 12, che a sua volta l’ha postato su WhatsApp a tutti i suoi compagni di scuola. I docenti hanno scoperto l’accaduto e insieme al preside hanno deciso di non nascondere il problema. “Abbiamo deciso di non provare a nascondere quello che è successo ma di affrontare l’argomento a viso aperto. Per questo avvieremo un percorso che coinvolga anche insegnanti e genitori”, ha spiegato la preside Ester Rizzo.

Così la dodicenne che ha diffuso il video è stata già ascoltata dallo psicologo. Poi toccherà ai compagni di classe della ragazzina. Martedì invece toccherà ai genitori.

Il tema però non è rimasto confinato alla Mazzini ed è arivata in tutte le scuole romane. Così l’associazione presidi di Roma propone di inserire l’educazione sessuale tra le materie di insegnamento. “Non si può delegare tutto alla famiglia. Purtroppo viviamo in un periodo in cui la sessualità viene continuamente distorta da tv, internet e pubblicità. Per questo nelle scuole c’è bisogno di quella che l’Unesco definisce come alfabetizzazione emotiva. Qualche tempo fa ho sentito con le mie orecchie una bambina di 10 anni dire: ‘Pur di fare l’amore con questo ragazzo mi prenderei anche l’Aids’. È ovvio che c’è un problema grave che va affrontato subito”, ha detto Mario Rusconi, il rappresentante dei presidi romani.

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E ancora: “Servirebbe una vera e propria educazione alla tecnologia, parlando delle potenzialità ma anche dei rischi di internet e dei cellulari di ultima generazione. Poi bisogna unire questo discorso a una seria educazione alla sessualità, che oggi in molte scuole viene effettuata in maniera assolutamente superficiale e sostanzialmente inutile”.

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