Francesco ha lodato oggi l’impegno de “Simon Wiesenthal Center”, da lui stesso salutata come “organizzazione internazionale ebraica per la difesa dei diritti umani”, manifestando “la considerazione del Papa per l’opera alla quale vi dedicate: di combattere ogni forma di razzismo, intolleranza e antisemitismo, preservando la memoria della Shoah e promuovendo la comprensione reciproca mediante la formazione e l’impegno sociale”.
“Ho avuto modo di ribadire più volte in queste ultime settimane la condanna della Chiesa per ogni forma di antisemitismo”, ha scandito il Pontefice, sottolineando in proposito “l’importanza della formazione” alla cultura dell’incontro. In merito, Francesco ha affermato che la formazione necessaria per le nuove generazioni “non è solo trasmissione di conoscenze, ma passaggio di una testimonianza vissuta, che presuppone lo stabilirsi di una comunione di vita, di una ‘alleanza’ con le giovani generazioni, sempre aperta alla verità”.
Ad esse, infatti, “dobbiamo saper trasmettere non solo delle conoscenze circa la storia del dialogo ebraico-cattolico, circa le difficolta’ attraversate e circa i progressi compiuti negli ultimi decenni: dobbiamo soprattutto essere in grado di trasmettere la passione per l’incontro e la conoscenza dell’altro, promuovendo un coinvolgimento attivo e responsabile dei nostri giovani”.
Dopo gli ebrei anche i cristiani subiscono persecuzioni – Papa Francesco ha suggerito anche un’ulteriore pista di impegno, sottolineando che il problema dell’intolleranza deve “essere affrontato nel suo insieme: là dove una minoranza qualsiasi è perseguitata ed emarginata a motivo delle sue convinzioni religiose o etniche, il bene di tutta una società è in pericolo e tutti dobbiamo sentirci coinvolti”.
“Penso con particolare dolore – ha confidato il Papa – alle sofferenze, all’emarginazione e alle autentiche persecuzioni che non pochi cristiani stanno subendo in diversi Paesi del mondo”.
“Uniamo – ha chiesto Francesco al Wiesenthal Center – le nostre forze per favorire una cultura dell’incontro, del rispetto, della comprensione e del perdono reciproci. Andiamo avanti con fiducia, coraggio e speranza. Shalom!”, ha concluso.