Sono passati quasi 50 anni dal 1964 quando “il governo italiano, presieduto da Aldo Moro, decise di finanziare la costruzione di un’autostrada che collegasse il resto dell’Italia alla Calabria, regione fino a quel momento considerata “la Terza Isola” perché gli aspri rilievi non permettevano di raggiungerla facilmente” (tratto da Wikipedia).
In questi 50 anni la situazione è sicuramente migliorata, e vorrei vedere, ma, e questo è il punto gravissimo, se un Paese come il nostro punta sul turismo di massa, dovrebbe quantomeno garantire le infrastrutture minime necessarie.
Questa la cronaca di un viaggio in automobile dalla Sicilia a Roma.
Sabato 24 agosto 2013 ore 8.30. Si parte da Marzamemi frazione del comune di Pachino, con destinazione Roma: 903 km da percorrere, secondo Google maps in 9 ore e 19 minuti.
Alle ore 10.50 raggiungiamo Messina. Prima sosta. In fila 98 minuti per traghettare verso la Calabria. Queipochissimi chilometri che dividono l’isola dalla terra ferma si percorrono in non meno di due ore (se va bene). Alle 12.30 circa avviene lo sbarco: è simile a quello in Normandia. A Villa San Giovanni, credo il posto più pubblicizzato in estate da tutti notiziari del traffico (2 ore di attesa agli imbarchi a Villa San Giovanni) vengono presi d’assalto quei pochissimi punti ristoro. Per uscire dal porto impieghiamo circa 30 minuti.
Alle 13, dopo appena 4 ore e 30 minuti dall’inizio del nostro viaggio, imbocchiamo la famigerata A3 Salerno–Reggio Calabria. Il viaggio diventa subito un incubo. Rosarno,Mileto, Pizzo Calabro, Lamezia Terme, Laino Borgo, Lagonegro, una coda interminabile di auto che tentano con grande difficoltà di raggiungere il casello autostradale di Salerno. Quasi fosse una liberazione.
Il viaggio è infinito. La velocità di crociera è di 11/20 km orari: una coda lunghissima colora quel tratto di Calabria. Agli autogrill è ressa. Cerchiamo di mangiare qualcosa, operazione ancora più difficile se si hanno bambini al seguito. Sconsolato, uno degli inservienti, comunica che i panini sono terminati: “Non avevamo previsto tanta gente. Non è un giorno da bollino nero”. E allora vai di patatine e snack vari, una delizia per i nostri figli.
Si riprende il viaggio, ma la fila inizia già sulla rampa all’uscita dall’autogrill. A Laino tentiamo il percorso alternativo. Prima una grandissima discesa a valle, poi un breve percorso cittadino e quindi una risalita in quota con curve degne di una prova nazionale di rally.
Dopo tutto questo lungo percorso alternativo speriamo di trovare una situazione migliore e invece ecco il dramma: siamo ancora tutti in fila. Sono le 19 e 20 minuti e ancora percorriamo la Calabria. Ed è a quell’ora, dopo non aver trovato alcuna segnalazione lungo tutta la strada, che dall’Anas fanno sapere che c’è stato un traffico del 25% superiore all’anno precedente. La notizia è un vero e proprio colpo al cuore!
Alle 20.20 siamo a Sala Consilina, adesso si cammina, tre corsie finalmente, possiamo tirare un sospiro di sollievo, in fondo siamo in macchina solo da 12 ore. Sosta prima del casello di Salerno, e poi di nuovo in viaggio verso Roma. E mentre la radio ci segnala 2km di coda tra Valmontone e l’allacciamento Roma Sud, noi ci sentiamo già a casa: che cosa vuoi siano 2km di coda?
Alle 00.10 finalmente siamo arrivati. Dopo circa 16 ore di viaggio (7 in più di quelle previste), in barba a Google maps e al mezzo secolo di lavori, siamo a casa. Un modo meraviglioso per chiudere un breve periodo di vacanza.
Buona viaggio a tutti e mi raccomando visitate la Calabria e la Sicilia.
*Direttore di [url”radiocorrieretv.it”]http://www.ufficiostampa.rai.it/sfogliabile/98850/18300/index.html[/url]