Opposizione siriana: liberate Paolo Dall'Oglio
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Opposizione siriana: liberate Paolo Dall'Oglio

Ancora senza soluzione il mistero del rapimento del padre gesuita scomparso nel nord della Siria. La Coalizione nazionale siriana: assicurate il ritorno in patria.

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3 Agosto 2013 - 11.55


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La Coalizione nazionale siriana (Cns), principale piattaforma dell’opposizione, si è detta oggi “profondamente preoccupata” per la sorte del padre gesuita [url”Paolo Dall’Oglio, scomparso nel nord della Siria”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=47385&typeb=0&Padre-Dall-oglio-le-ultime-immagini-da-Raqqa[/url], e ha chiesto agli oppositori di fornire ogni informazione utile al suo ritorno. In un comunicato, la Cns “mette in guardia da ogni restrizione alla libertà di Padre Paolo e chiede a tutte le parti coinvolte nella sua sparizione di farsi avanti e assicurarne il rilascio”.

“Padre Paolo – ha affermato ancora la Coalizione – è un uomo saggio di pace e compassionevole che ha lavorato duramente per incoraggiare l’unità e la cooperazione tra tutti i siriani. Era impegnato nel dialogo interreligioso con i musulmani e ha costruito forti legami con le popolazioni locali in tutte le regioni della Siria”.

La Cns ha chiesti al Consiglio locale degli oppositori di Raqqa e all’Esercito libero siriano (Els) di “fare ogni iniziativa possibile per assicurare il ritorno di Padre Paolo”. Del religioso, arrivato sabato scorso nella città di Raqqa, l’unico capoluogo di provincia in mano ai ribelli, non si hanno più notizie da domenica. Quel giorno Dall’Oglio era partito per una località sconosciuta dove aveva appuntamento con Abu Bakr al Baghdadi, capo dello Stato islamico in Iraq e nel Levante, l’organizzazione di Al Qaida nella regione a cui e’ collegato il Fronte al Nusra, principale forza jihadista dell’insurrezione siriana.

Secondo le stesse fonti, il gesuita doveva negoziare il rilascio di alcuni ostaggi e una tregua nei combattimenti in corso da settimane tra jihadisti e milizie curde e a tal fine aveva deciso di chiudere ogni contatto con l’esterno per alcuni giorni. Ma anche gli attivisti a lui vicini hanno espresso ieri preoccupazione per il perdurare di questo silenzio, temendo che possa essere stato fatto lui stesso prigioniero.

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