Stanno uccidendo Cuba: nel silenzio del mondo e della sinistra
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Stanno uccidendo Cuba: nel silenzio del mondo e della sinistra

L’Avana come Gaza. E come per Gaza, gli affaristi amici del tycoon, genero compreso, vorrebbero fare della “nuova Cuba” non una Riviera ma un immenso meretricio disseminato di grattacieli e casinò dove attrarre il famelico turista yankee

Stanno uccidendo Cuba: nel silenzio del mondo e della sinistra
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

27 Febbraio 2026 - 18.58


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No, non occorre essere nostalgici del tempo che, scomodare Fidel e tanto meno il Che. Non occorre sfogliare il libro della memoria e andare, per quelli della mia generazione, giovani negli anni’70, a quello che rappresentò la rivoluzione castrista per quell’America latina trattata dagli Usa come il cortile di casa nel quale fare i propri comodi. No, il nostalgismo non c’entra nulla e nemmeno l’ideologia. Basta avere una coscienza e restare umani. Basta e avanza per gridare che ciò che Trump e la sua cricca stanno facendo al popolo cubano, al popolo non al regime, è qualcosa che grida vendetta.

Ma in pochi sembrano voler esercitare il diritto-dovere all’indignazione. Stanno letteralmente oscurando un Paese, lo stanno affamando. L’Avana come Gaza. E come per Gaza, gli affaristi amici del tycoon, genero compreso, vorrebbero fare della “nuova Cuba” non una Riviera ma un immenso meretricio disseminato di grattacieli e casinò dove attrarre il famelico turista yankee. No, non è un ritorno al passato, agli anni di Batista, alla Cuba porto ospitale dei boss della mafia, come straordinariamente immortalato da Francis Ford Coppola nella saga del Padrino (parte II). 

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Vogliono prostituire un popolo che deve fare i conti con un embargo senza fine che rende ancora più acuti e drammatici gli errori del regime castrista. Per molti Cuba è stato un modello. Per molti ha rappresentato un ideale di giovinezza. Troppo, forse. Di certo, però, Cuba è stata per decenni un’isola se non felice comunque distante anni luce, in meglio, dalle schifezze perpetrate da regimi fascisti, supportati dagli Stati Uniti, contro i popoli latinoamericani: Pinochet, Videla, e l’elenco potrebbe durare a lungo. Il paladino dell’annientamento di Cuba è un anticastrista di lunga data, il segretario di Stato Marco Rubio, colui che ha spinto Trump all’operazione banditesca in Venezuela. 

No, non sono i ricordi, idealizzati, del passato a farci gridare che stanno uccidendo Cuba. Nel silenzio complice della comunità internazionale. E anche di buona parte della sinistra. 

Quello cubano è un popolo straordinario, bellissimo, resiliente. Ma ha bisogno di sentirsi sostenuto. Come i palestinesi. Il silenzio suona come complicità con gli aguzzini a stelle e strisce.

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Ci sarà tempo per esigere aperture democratiche, per ragionare su un modello in crisi e una leadership non all’altezza. Ma oggi, quello che conta è lottare perché Cuba e i cubani non cada ai piedi di affaristi, speculatori, revanscisti della peggiore specie. 

Come per la Palestina. Con Cuba nel cuore.

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