Udine, il Gip: non è stata legittima difesa
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Udine, il Gip: non è stata legittima difesa

La situazione si complica per le due quindicenni fermate per l'omicidio di Mirco Sacher.Il giudice ha convalidato il fermo.

Udine, il Gip: non è stata legittima difesa
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11 Aprile 2013 - 22.59


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“Non voglio che mi mettete più le mani nel portafoglio”. E’ la frase che Mirco Sacher avrebbe detto alle due ragazzine, mentre pagava alcune bottiglie di vino in supermercato domenica mattina. La frase è riportata
nell’ordinanza di convalida del fermo, come è stata riferita
dalla cassiera sentita come persona informata dei fatti.

“Pur dando per certo che la colluttazione sia scaturita da un approccio sessuale dell’uomo non voluto dalle ragazze e da una insistenza della vittima
volta a perpetrare violenza sessuale nei loro confronti,
risulta che esse ben avrebbero potuto sottrarsi, e agevolmente,
all’uomo e alla sua presa”. Lo scrive il Gip Laura Raddino
nell’ordinanza di convalida emessa oggi al termine
dell’udienza. Secondo il magistrato, le due ragazzine avrebbero potuto fuggire “non solo perché si trovavano in un’area aperta e libera per la fuga, peraltro ben visibile, in pieno giorno e frequentata da vari utenti e
perché pertanto avrebbero anche potuto chiedere aiuto, ma
anche perché esse erano in due ben più agili del Sacher”. Il
Gip ritiene quindi che tutti questi elementi non consentano “di
configurare allo stato nemmeno sotto il profilo putativo o
dell’eccesso colposo, lo stato di legittima difesa”.

Nel disporre la custodia in comunità protette, Raddino ha ritenuto plausibile il pericolo di fuga delle due ragazzine arrestate per l’uccisione del 67/enne Mirco Sacher. “Sebbene
esse si siano presentate spontaneamente ai carabinieri a riferire il fatto – precisa l’ordinanza di convalida – ciò risulta essere avvenuto solo dopo un allontanamento articolato e durato dalle ore 15 circa fino a notte inoltrata, in cui entrambe hanno manifestato iniziative e abilità notevoli (fino
ai limiti dell’inverosimiglianza e salvi gli esiti delle
indagini in corso)”.

Il giudice ha convalidato il fermo delle
ragazze ritenendo vi fosse “il concreto rischio che esse si
allontanassero ed efficacemente, di nuovo, con conseguenze
anche in ordine alla praticabilità di eventuali valutazioni e
decisioni da effettuarsi nell’immediato, in ordine
all’esistenza di altre e diverse esigenze cautelari”.

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