Roma, 10 ottobre 2012, Nena News – L’impossibilità di mettere d’accordo i partiti di governo sulla finanziaria 2013 e il programma nucleare iraniano. Sono questi i due principali motivi che ieri sera hanno spinto il premier Netanyahu ad annunciare che Israele andrà al voto anticipato.
Non ha indicato una data ma è molto probabile che le elezioni si terranno tra la fine gennaio e gli inizi di febbraio del prossimo anno.
La crisi economica soffia anche nello Stato ebraico e tra i partiti dell’ampia coalizione di destra che guida il paese non si è raggiunta una posizione comune sulla legge di bilancio per il 2012 che si annuncia foriera di tagli. A fremere sono soprattutto i partiti religiosi che temono taglio ai generosi sussidi statali elergiti alle comunita’ di ebrei ultraortodossi.
Netanyahu ha parlato di un “bilancio responsabile” per non disperdere ciò che avrebbe fatto il suo governo per evitare al paese una crisi più ampia e devastante. Conoscendo l’impostazione ultraliberista del pirmo ministro israeliano, e’ prevedibile una politica di “lacrime e sangue” con conseguenze pesanti soprattutto per le classi sociali piu’ deboli.
Il premier israeliano cerca l’approvazione degli elettori sui temi dell’economia ma anche in politica estera. Ha parlato di “trambusti regionali” riferendosi alla primavera araba e alla crisi siriana. E il consenso della maggioranza degli israeliani per lui sarà fondamentale se e quando deciderà di lanciare quell’attacco aereo contro le centrali atomiche iraniane di cui si è parlato con insistenza nei mesi scorsi.
La vittoria elettorale del suo partito, il Likud, non è in discussione. I sondaggi lo danno largamente in vantaggio. Nena News
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