L’ex presidente della Camera Luciano Violante, in Procura a Palermo per essere sentito dai magistrati che indagano sulla presunta trattativa tra Stato e mafia tra il 1992 e 1993. Violante è interrogato dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dal sostituto Antonino Di Matteo, i magistrati che cercano di fare luce sul patto tra mafia e Stato per fermare le stragi.
I due Pm hanno chiamato Violante per avere delucidazioni anche su una relazione della Dia del 10 agosto del 1993 inviata da Mancino a Luciano Violante. In quella relazione, già agli atti del processo all’ex generale Mario Mori, si legge: “Verosimilmente la situazione di sofferenza in cui versa Cosa Nostra e la sua disperata ricerca di una sorta di ‘soluzione politica’ potrebbe essersi andata a rinsaldare con interessi di altri centri di potere, oggetto di analoga aggressione da parte delle istituzioni, e aver dato vita ad un ‘pactum scelleris’ attraverso l’elaborazione di un progetto che tende a intimidire e distogliere l’attenzione dello Stato per assicurare forme di impunità, ovvero, fatto ancor più grave, ad innestarsi nel processo di rinnovamento politico e istituzionale in atto nel nostro paese per condizionarlo o comunque per garantisti uno spazio di sopravvivenza”.
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