Brindisi, cresce l'ipotesi del gesto isolato
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Brindisi, cresce l'ipotesi del gesto isolato

Una pista locale, che porta ad ambienti terroristici fin ora inattivi. La Digos e la squadra mobile stanno interrogando i sospetti identificati da una videocamera.

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20 Maggio 2012 - 11.12


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Si sta seguendo la pista terroristica per l’attentato di Brindisi. Una pista locale, a quanto si apprende, che porta ad ambienti terroristici fin ora inattivi. A confermarlo sarebbe il video registrato dalla videocamera di un esercizio commerciale, nelle vicinanze della scuola e che avrebbe ripreso il killer mentre azionava un telecomando collegato agli ordigni, che hanno ucciso Melissa Bassi e ferito gravemente altre studentesse.

Una pista importantissima, quindi, quella imboccata dalla squadra mobile di Brindisi e dalla Digos. Sono due in questo momento le persone in questura, sottoposte ad interrogatori e verifiche da parte degli investigatori. Sono stati identificati attraverso le registrazioni della telecamera. In un caso si tratta di un ex militare di professione, con conoscenze elettronica, e parenti con rivendita di bombole di Gpl per uso domestico. Le immagini registrate dalla videocamera si riferiscono alle 2 del mattino, l’ora in cui probabilmente sono stati piazzati gli ordigni.

Anche i funzionari dello Sco (Servizio Centrale Operativo), provenienti da Roma, stanno partecipando agli interrogatori. Ma è ancora troppo presto per dire se i sospettati saranno sottoposti a fermo di polizia giudiziaria. Inoltre è ancora da stabilire per quale motivo sia stato scelto l’istituto professionale Morvillo Falcone, come obiettivo. Si apprende ancora che il detonatore a timer dell’ordigno non era un dispositivo particolarmente sofisticato. Si indebolisce dunque l’ipotesi di un attentato di stampo mafioso. Anche se le indagini in corso, guidate dal pm di Brindisi, devono ancora confermare questa ipotesi.

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