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Santoro: "Nella tv italiana la parola pace è bandita, il Pd vuole il Minculpop"

Michele Santoro alza una voce di protesta contro l'informazione sulla guerra in Ucraina e gli interventi della Commissione di Vigilanza sui talk show  lancia l'evento "Pace proibita"

Santoro: "Nella tv italiana la parola pace è bandita, il Pd vuole il Minculpop"
Michele Santoro

globalist

28 Aprile 2022 - 19.37


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Michele Santoro rilancia la sua linea. Anche alcune domande non hanno risposte: se chi fa la guerra non vuole dialogo o negoziati ma solo la capitolazione dell’avversario che si fa? Se la resa incondizionata non protegge la popolazione ma – al contrario – mette le loro vite alla mercé degli invasori che si fa?

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La pace che si basa sulla sottomissione e la prepotenza del più forte sul più debole si può chiamare pace? E la storia non insegna che quando si umilia lo sconfitto quella che esce fuori non è la pace ma solo una parentesi in attesa della prossima guerra? Tutti vogliono la pace, il problema è come arrivarci.

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Nella tv italiana regna il pensiero unico e la parola pace è bandita. In ogni circostanza si rinvia alla necessità di usare le armi”.

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Michele Santoro alza una voce di protesta contro l’informazione sulla guerra in Ucraina e gli interventi della Commissione di Vigilanza sui talk show  lancia l’evento “Pace proibita”, in programma lunedì al Teatro Ghione a Roma con tanti volti dell’attivismo e dello spettacolo, come Cecilia Strada, Tomaso Montanari, Fiorella Mannoia, Elio Germano e Sabina Guzzanti. La trasmissione sarà visibile sul satellite su Sky (canale 510) e sul digitale su Telenorba, verrà trasmessa da Radio Popolare e in streaming dai canali social degli organizzatori.

In merito ai paletti che la Commissione di Vigilanza vuole mettere ai talk, Santoro afferma che “ci sono deputati del Pd, che non sarebbero eletti in nessuna elezione in cui si potessero votare liberamente i candidati, che ritengono che serva un’autorizzazione su chi invitare”. “Ma un’autorizzazione di chi? Del Minculpop? – afferma -. Dove erano quando lottavo contro gli editti di Berlusconi? Mi fanno quasi pentire di aver fatto quelle battaglie”.

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Sull’opportunità di intervistare giornalisti russi in tv, secondo Santoro non si tratta di una valutazione che possono fare i membri della Vigilanza. “Se sento la necessità di intervistare un giornalista russo, e potrei non sentirla, è chiaro che lo ascolto e contemporaneamente uso le parole che ha detto per spiegare il contesto – sottolinea -. Non trovo corretto ospitarlo e poi prenderlo a schiaffi. Se devi etichettarlo come esponente del regime, meglio non invitarlo… ma non me lo deve dire un deputato Pd, che non può impormi un codice che mi costringe a passare dal Minculpop”

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