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Covid, Crisanti: "Ok il Super Green Pass, ma il problema è chi va in giro solo con il tampone"

Per il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'Università di Padova resta dunque irrisolto il nodo dei tamponi antigenici rapidi.

Andrea Crisanti

globalist

25 Novembre 2021


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A commento del nuovo decreto legge che istituisce, dal 6 dicembre 2021, il ‘Super Green Pass’, ossia un Green Pass solo per i vaccinati e i guariti da Covid-19 che permette l’accesso a quasi ogni servizio compresi i trasporti, il virologo Andrea Crisanti ha dichiarato: “È qualcosa di tutto sommato ragionevole impedire l’accesso ai locali a persone potenzialmente infette. Ma il vero problema è continuare a mandare in giro tantissime persone con i tamponi antigenici” come lasciapassare, “al di là del fatto che non possono entrare nei locali”.

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Per il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova resta dunque irrisolto il nodo dei tamponi antigenici rapidi, cioè dell’opportunità di usarli ai fini del certificato verde, visti i rischi maggiori di falsi negativi.

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Secondo Crisanti, infatti, l’ideale era allinearne la validità ai 6 mesi ritenuti soglia critica per il calo di protezione dei vaccini. E in ogni caso, osserva l’esperto, “fra vaccinati della prima ora e persone che usavano i tamponi” come lasciapassare, “una buona parte di popolazione ora rischia di non avere il pass. Va considerato anche che i vaccinati da meno di 6 mesi sono pochissimi. Si torna quindi al punto di partenza: la chiave sono le terze dosi e dobbiamo puntare ad accelerare su questo fronte”. C’è poi la misura che estende l’obbligo di vaccino anti-Covid a nuove categorie. Un passo avanti? “Non per salvare il Natale – risponde il virologo – ma per far vaccinare persone”.

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