J-Ax: "Il Covid mi ha lasciato un profondo odio verso i no-vax, con loro nessun dialogo"

Il cantante spiega i momenti in cui è stato colpito dal virus. "Adesso sono tornato a pregare. Salmo? non è ancora tempo di concerti"

J-Ax

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globalist 2 settembre 2021

Il Covid ha lasciato un segno pesante sull’esistenza di J-Ax, con delle conseguenze sulla vita di tutti i giorni.

Fare ascoltare bene queste parole ai no-vax, che spesso non accettano una discussione perché pensano che il virus non esista.

“Dopo il Covid sono cambiato. Provo un pesante odio per i no vax”.

A parlare è J-Ax, in occasione dell’uscita del suo nuovo disco: “Surreale”.

Il rapper 49enne racconta l’esperienza del virus, contratto in forma piuttosto pesante la scorsa primavera: “Un mese tra fortissimi dolori che mi hanno lasciato due cose. Primo, un altrettanto pesante odio verso i no vax con cui al momento non ho voglia di dialogare, ma al massimo di stirarli in auto. Secondo una regressione da ateo a religioso, nel senso che sono tornato a recitare quelle preghierine imparate da bambino, il Padre nostro, l’Ave Maria e l’Angelo custode”.

Interpellato sul caso del collega Salmo - finito al centro delle polemiche per un concerto senza distanziamento e mascherine tenutosi ad Olbia nelle scorse settimane - J-Ax dice: 

“La penso totalmente come Fedez e come chiunque abbia senno. Non è che se abbiamo sbagliato con gli assembramenti per gli Europei dobbiamo sbagliare ancora. Perdipiù mi sono sentito un fesso a rispettare le regole e a non fare i concerti. Tornerà il tempo, ma non è ancora ora”.