L'Oms: "Sappiamo che le persone sono stanche, ma non possiamo fingere che il Covid sia finito"

Il dg Tedros Adhanom Ghebreyesus: "Se i paesi sono seri sulle riaperture devono essere seri anche nella soppressione della trasmissione del virus e nel salvare vite". 

Tedros Adhanon Ghebreyesus

Tedros Adhanon Ghebreyesus

globalist 31 agosto 2020
Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, ha rivolto un'esortazione al mondo intero, nel mezzo della pandemia di Coronavirus: "Dopo 8 mesi di pandemia abbiamo capito che le persone sono stanche e desiderano andare avanti con le loro vite. Capiamo che i paesi vogliono far andare avanti le loro società ed economie. È quello che anche l'Oms vuole, e supporta pienamente gli sforzi di riaprire. Vogliamo vedere i bambini tornare a scuola e le persone tornare al lavoro, ma vogliamo vederlo fare in sicurezza. Nessun Paese può fingere che la pandemia di Covid-19 sia finita. Se i paesi sono seri sulle riaperture devono essere seri anche nella soppressione della trasmissione del virus e nel salvare vite". 
"La realtà - ammonisce il Dg durante la conferenza stampa da Ginevra - è che questo coronavirus si diffonde facilmente, può essere fatale per le persone di tutte le età e la maggior parte delle persone" nel mondo "rimane suscettibile" all'infezione. "L'ordine di restare a casa e altre restrizioni sono qualcosa che alcuni Paesi hanno sentito necessari per ridurre la pressione sul loro sistema sanitario. Ma hanno pagato un pedaggio pesante in termini di economie e salute mentale. L'Oms sostiene i loro sforzi di riapertura". Bilanciare questa esigenza e quella di eliminare la trasmissione di Sars-CoV-2 "sembra difficile, ma non è così. Può essere fatto ed è stato fatto. Ma può essere fatto solo se i Paesi sono in una situazione di controllo della trasmissione".