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Listeria, perché il batterio delle verdure surgelate produce isteria (prima delle gastroenteriti)

In Italia consumiamo in media 402,5 milioni di tonnellate di verdure surgelate. Perché il batterio possa propagarsi sarebbe necessario mangiare i surgelati crudi. Facciamo il punto

Minestrone surgelato
Minestrone surgelato

globalist Modifica articolo

8 Luglio 2018 - 17.03


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Sarebbero ”pochissime” partite di verdure quelle a rischio Listeria presenti nel nostro paese e già ritirate. Al momento non risulta nessun focolaio di infezione nel nostro paese, come annunciato ieri dal ministro della Salute Giulia Grillo. In sostanza la situazione, secondo quanto si apprende, sarebbe considerata alla luce dei dati in possesso fino ad ora ”contenuta” e in sostanza non preoccupante, anche perche’ il batterio viene distrutto nella cottura, trattamento necessario per la preparazione dei minestroni come quelli ritirati dalla Findus. L’allerta per il rischio di contaminazione da Listeria risale all’inizio dell’anno ma è di venerdì scorso la comunicazione all’Italia da parte della commissione europea della presenza di alcuni prodotti anche nel nostro paese.

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Findus e co. I giganti della surgelazione.
Il ministero della Salute e le Regioni, che hanno 48 ore di tempo da norma per intervenire, hanno attivato il giorno stesso le comunicazioni per verificare eventuali situazioni di crisi. Intanto quattordici lotti di prodotto Findus sono stati ritirati dall’azienda per il rischio di contaminazione dal batterio. Lo rende noto l’azienda in un avviso pubblicato sul proprio sito web. “La decisione, volontaria e in via del tutto precauzionale, di richiamare questi prodotti – si legge – è stata presa a seguito della segnalazione della potenziale contaminazione da Listeria di una partita di fagiolini, utilizzati in minima parte all’interno dei prodotti oggetto del richiamo”. I ritiri fanno seguito a una segnalazione di allerta europea proveniente dall’Ungheria.
Il batterio è pericoloso se il minestrone viene consumato crudo. La cottura del prodotto annulla ogni potenziale rischio per la salute”.

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I lotti ritirati. I lotti interessati dal ritiro sono: Minestrone Tradizione da un KG (L7311, L7251, L7308, L7310, L7334); Minestrone Tradizione 400g (L7327, L7326, L7304 e L7303); Minestrone Leggeramente Sapori Orientali 600g (L7257, L7292, L7318, L8011) e Minestrone Leggeramente Bontà di semi 600g (L7306).
Dopo il ritiro dei prodotti surgelati è scattato l’allarme listeriosi in tutta Europa. Ma di cosa si tratta? La listeriosi è una seria intossicazione alimentare causata dal batterio Listeria monocytogenes, che può essere particolarmente insidiosa per persone con un sistema immunitario compromesso, ma anche anziani, bambini e donne incinte. Gli alimenti associati all’infezione sono pesce, carne, verdure crude, latte non pastorizzato, latticini e cibi pronti. La Listeria è resistente alle basse temperature ma viene inattivata con la cottura.a listeriosi può assumere “diverse forme cliniche – come si legge sul portale EpiCentro.Iss -, dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione (ed è autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica”.

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I dati di Coldiretti. Occorre però evitare pericolosi allarmismi in un situazione in cui gli italiani hanno consumato 402,5 milioni di chili di vegetali surgelati nel 2017 con un aumento dell’1,8% rispetto all’anno precedente, dovuto proprio alla crescita a tavola dei vegetali naturali e in particolare delle zuppe, dei passati e dei minestroni. E’ quanto afferma la Coldiretti.

Dalla mucca pazza (2001) alla carne alla diossina nel nord europa (2008), dal latte alla melamina dalla Cina (2008) alla mozzarella blu (2010) fino alle polpette con carne di cavallo spacciata per manzo (2013) e venduta in tutta Europa, con la globalizzazione degli scambi commerciali gli allarmi – sottolinea la Coldiretti – si diffondono rapidamente nei diversi Paesi con pericolose conseguenze per la salute dei cittadini ma anche sul piano economico per gli effetti sui consumi poiché non si riesce a confinare l’emergenza anche per le logiche produttive e commerciali, spiega l’associazione. Le maggiori preoccupazioni – precisa la Coldiretti – sono proprio determinate dalla difficoltà di rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio con un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro.

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