Una nuova escalation delle ostilità ha visto gli Stati Uniti intensificare e ampliare i propri attacchi contro l’Iran. Secondo i media statali iraniani, nei raid della notte sono morte 11 persone, tra cui quattro durante una festa di matrimonio.
Tra le vittime ci sarebbe anche un bambino di quattro anni. Il piccolo è rimasto ucciso durante una serie di attacchi statunitensi nei pressi della città portuale meridionale di Sirik, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Fars. La Mezzaluna Rossa iraniana ha dichiarato che più di 50 persone sono rimaste ferite dopo che alcune schegge hanno colpito un’abitazione nella provincia di Hormozgan dove si stava celebrando il matrimonio. Gli Stati Uniti non hanno finora commentato queste notizie.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC) ha accusato le forze statunitensi di aver trasformato “la festa di matrimonio di una giovane e rispettabile coppia sunnita in un lutto”, bombardando un’abitazione residenziale a Sirik e riducendola “in polvere e sangue”. Secondo una dichiarazione dell’IRGC diffusa dai media statali, nell’attacco sarebbero state colpite quasi 70 persone e quattro di loro, tra cui un bambino, sarebbero morte.
In risposta agli attacchi statunitensi, l’IRGC ha rivendicato di aver colpito basi militari americane in Kuwait, Giordania, Bahrein e nella città irachena di Erbil. Il gruppo ha inoltre affermato che un numero imprecisato di forze “nemiche” sarebbe stato ucciso e diversi droni distrutti durante un attacco missilistico e con droni contro la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita militari statunitensi. La notizia non è stata tuttavia confermata né dalle autorità militari americane né da quelle kuwaitiane.
Il Kuwait ha confermato di essere stato bersaglio questa mattina di attacchi missilistici e con droni. Nella capitale, un incendio è divampato in un complesso residenziale, ma è stato rapidamente domato e non sono state segnalate vittime. “Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente rispondendo ad attacchi ostili con missili e droni”, ha dichiarato l’esercito del Kuwait, invitando la popolazione a seguire le indicazioni di sicurezza.
Donald Trump ha minacciato una nuova escalation nel caso in cui Teheran dovesse reagire agli attacchi americani. “Saranno colpiti di nuovo, a un livello molto più duro e più alto”, ha scritto il presidente statunitense sul suo social network Truth Social.
In un altro messaggio, Trump ha aggiunto che l’attacco più devastante non sarebbe ancora arrivato: “Quando sarà finita, resterà ben poco della Repubblica islamica dell’Iran”.
Successivamente, il presidente americano ha precisato di non voler costringere l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati e di non essere interessato a un eventuale accordo che, a suo giudizio, sarebbe privo di valore per Teheran.
Trump ha quindi rivendicato una posizione di forza degli Stati Uniti, sostenendo di avere “quasi il controllo totale dello Stretto di Hormuz” e descrivendo l’economia iraniana come “in totale collasso”.