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Kiev: "Segnali che i russi si preparano a ritirarsi dalla centrale di Zaporizhzhia

I russi si stanno preparando a lasciare la centrale di Zaporizhzhia, sito chiave nella guerra che da mesi tiene tutti col fiato sospeso per la paura che una bomba possa far centro sull'impianto nucleare più grande d'Europa.

Kiev: "Segnali che i russi si preparano a ritirarsi dalla centrale di Zaporizhzhia
La centrale di Zaporizhzhia

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27 Novembre 2022 - 19.50


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Guerra in Ucraina, qualcosa si muove: sarebbe una nuova ritirata che sa di clamorosa sconfitta, dopo la fuga da Kherson. Secondo Kiev, i segnali ci sono: i russi «si stanno preparando» a lasciare la centrale di Zaporizhzhia, sito chiave nella guerra che da mesi tiene tutti col fiato sospeso per la paura che una bomba possa far centro sull’impianto nucleare più grande d’Europa. Le conseguenze sarebbero inimmaginabili.

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«È troppo presto per dire che l’esercito russo stia lasciando l’impianto», ma si può dire che si stanno «preparando», ha riferito il presidente dell’agenzia nucleare ucraina Energoatom Petr Kotin, per il quale «c’è l’impressione che stiano facendo le valigie e rubando tutto quello che riescono a trovare».

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Se confermato, sarebbe l’ennesimo segnale della crisi nera di Mosca nel conflitto. E si sa, l’orso ferito attacca con più ferocia, soprattutto nei luoghi dell’umiliazione: a Kherson, continuano di notte e di giorno decine di raid russi, che dopo i quartieri più popolosi prendono di mira le linee elettriche, lasciando la luce a meno del 5% dei residenti. E costringendo centinaia di uomini, donne e bambini ad un tragico esodo dalla città. File di auto, camion e furgoni si allungano verso la periferia: immagini drammatiche, a sole due settimane dalle folle in festa per la fine dell’occupazione di Mosca.

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Che Putin sia in grave difficoltà nella sua «operazione speciale» in Ucraina lo evidenziano anche gli 007 britannici, che nel loro ultimo aggiornamento hanno spiegato quanto sia improbabile che le truppe russe riescano a sfondare le difese ucraine e catturare tutto l’oblast di Donetsk, teatro di intensi combattimenti nelle ultime due settimane. Secondo Kiev, l’invasore si prepara a lanciare dal 10 dicembre una nuova «mobilitazione» segreta per rafforzare le sue truppe al fronte, e sarebbe pronto a muovere le sue unità dalla Bielorussia in Ucraina. Indiscrezioni che arrivano all’indomani della drammatica voce riportata dai media, secondo cui Mosca ha previsto già di perdere 100mila soldati entro primavera, a detta di fonti vicine ai servizi dell’Fsb.

Con poche informazioni sulle prossime mosse di Mosca per rafforzarsi sul terreno, resta chiaro che il migliore alleato dell’invasore è ancora una volta l’inverno. Le previsioni sono in peggioramento con neve, pioggia e gelo al nord, nelle regioni centrali e anche a Kiev. E si contano i primi morti tra chi cerca di ingegnarsi per trovare fonti di calore alternative di fronte ai continui blackout. Le autorità corrono ai ripari, con le squadre che lavorano 24 ore su 24 per ripristinare i servizi di base: l’operatore della rete elettrica statale Ukrenergo ha riferito che la produzione di elettricità riesce al momento a rispondere all’80% della domanda di consumo, mentre a Kiev l’elettricità, l’acqua, il riscaldamento e le comunicazioni sono state quasi completamente ripristinate. In attesa però della prossima pioggia di missili.

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L’inverno si fa sentire anche nelle manovre sul terreno, con entrambe le parti impantanate da forti piogge e condizioni fangose ;;in alcune aree del fronte, mentre continuano i bombardamenti tra i due schieramenti. Secondo Kiev, missili russi hanno provocato 7 morti nell’ultima giornata, e nelle scorse ore due persone sono rimaste uccise per i raid nell’oblast di Donetsk. Mosca ha fatto sapere di aver respinto un attacco nel Lugansk, eliminando fino a 30 soldati ucraini. Una scia di sangue, quella del conflitto, che non risparmia neanche i più innocenti: è salito a 851 il drammatico bilancio dei bambini rimasti feriti dall’inizio della guerra in Ucraina, mentre quelli uccisi sono 440.

I tragici numeri dei morti non servono a smuovere le posizioni sul fronte diplomatico, dove continua lo stallo sulle possibilità di una soluzione negoziata del conflitto. Mentre dal Vaticano arriva la disponibilità ad ospitare un tavolo per raggiungere la pace, per il vescovo di Kiev «gli attacchi senza sosta» dell’invasore «mostrano che la Russia non vuole il dialogo». A parlare per Mosca è Minsk, che ha accusato gli Stati Uniti di non permettere alla leadership ucraina di avviare negoziati. 

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«Gli americani vogliono abbattere l’Europa in un colpo solo e poi avvicinarsi alla Cina attraverso la Russia», ha detto il presidente Alexander Lukashenko, mentre nel Paese continua a rimanere avvolta nel mistero la morte del ministro degli Esteri Vladimir Makei, che Kiev ieri ha attribuito ad un possibile avvelenamento: dalle autorità bielorusse non è ancora stata fornita nessuna spiegazione ufficiale. Era un «vero amico» di Mosca, secondo il ministero degli Esteri russo. Proprio domani Lavrov si sarebbe dovuto recare a Minsk per incontrarlo

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