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Lorenzo Guerini minacciato da Mosca: "È un falco ispiratore della campagna anti-russa"

il direttore del Primo dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexei Paramonov contro il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, accusato di essere un 'falco' antirusso

Lorenzo Guerini minacciato da Mosca: "È un falco ispiratore della campagna anti-russa"

globalist

19 Marzo 2022 - 17.53


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Guerra in Ucraina, duro attacco di Mosca al governo italiano da parte di Putin e della sua cerchia.

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Dopo avere minacciato “conseguenze irreversibili” nel caso di un inasprimento delle sanzioni, il direttore del Primo dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexei Paramonov, che nella stessa intervista a Ria Novosti punta il dito contro il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, accusato di essere un ‘falco’ antirusso.

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Paramonov ricorda l’aiuto fornito dalla Russia all’Italia nel 2020, in piena emergenza pandemica: “All’Italia è stata fornita un’assistenza significativa attraverso il ministero della Difesa, il ministero dell’Industria e Commercio e il ministero della Salute della Russia. A proposito – afferma – una richiesta di assistenza alla parte russa fu inviata allora anche dal ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini, che oggi è uno dei principali ‘falchi’ e ispiratori della campagna antirussa nel governo italiano”.

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Paramonov sottolinea che a suo giudizio, “nell’inviare una missione umanitaria” in Italia, colpita duramente dal coronavirus nel marzo-aprile del 2020, “la Russia è stata guidata non dal desiderio di ricevere dividendi in termini di reputazione o di politica estera, ma da un senso di compassione, un desiderio di aiutare il popolo italiano in uno dei momenti più difficili della sua storia postbellica”.

“È deprimente che ora – prosegue Paramonov- sullo sfondo dell’isteria anti-russa, le autorità italiane abbiano improvvisamente dimenticato tutto: i trattati e gli accordi bilaterali esistenti, la natura speciale dei nostri legami, la ricca storia secolare di relazioni e tradizioni forti , l’esperienza di successo della cooperazione, il significativo capitale accumulato di fiducia reciproca -e si siano uniti alla frenetica campagna russofobica”

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-“Ci aspettiamo che a Roma, come in altre capitali europee, tornino comunque in sé, ricordino gli interessi profondi dei loro popoli, le costanti pacifiche e rispettose delle loro aspirazioni di politica estera”, afferma ancora l’alto funzionario russo, che denuncia un atteggiamento che a suo giudizio è “al limite del razzismo vero e proprio” nei confronti della Russia. Paramonov auspica quindi che tutto ciò possa “cedere il passo” ad atteggiamenti più “sobri ed equilibrati, volti a trovare il modo di garantire la sicurezza e la prosperità dell’intero continente europeo, e non solo di una parte di esso”.

La Russia interromperà la fornitura di idrocarburi all’Italia in risposta alle sanzioni occidentali, a cui si è unita Roma, viene chiesto a Paramonov. “Mosca non ha mai utilizzato le esportazioni di energia come strumento di pressione politica. Le compagnie energetiche russe hanno sempre adempiuto pienamente ai loro obblighi. Continuano a farlo anche adesso. Sappiamo che l’Italia è molto preoccupata per il futuro di queste consegne. Tenuto conto della significativa dipendenza di Roma dagli idrocarburi russi, che raggiungono il 40-45%”, afferma il funzionario russo, il rifiuto delle forniture russe “avrebbe conseguenze estremamente negative per l’economia italiana e per tutti gli italiani”.

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“Le sanzioni non sono una nostra scelta – afferma ancora Paramonov-.  Non vorremmo che la logica del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato la ‘totale guerra finanziaria ed economica’ alla Russia, trovasse seguaci in Italia e provocasse una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili”, è la minaccia di Mosca.

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