Ondate di calore e cambio climatico: 624 milioni di bambini a rischio
Top

Ondate di calore e cambio climatico: 624 milioni di bambini a rischio

Secondo le stime dell’Unicef, l’agenzia per l’infanzia delle Nazioni Unite, 559 milioni di bambini sono esposti a un’alta frequenza di ondate di calore.  Inoltre, 624 milioni di bambini sono esposti a una delle altre tre condizioni di caldo elevato

Ondate di calore e cambio climatico: 624 milioni di bambini a rischio
Bambini e cambiamenti climatici
Preroll

Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

8 Agosto 2023 - 19.32


ATF

Tre report in un mese. Un fatto straordinario che dà conto di una situazione più che allarmante.

Secondo le stime dell’Unicef, l’agenzia per l’infanzia delle Nazioni Unite, 559 milioni di bambini sono esposti a un’alta frequenza di ondate di calore.  Inoltre, 624 milioni di bambini sono esposti a una delle altre tre condizioni di caldo elevato: durata elevata dell’ondata di calore, gravità elevata dell’ondata di calore o temperature estremamente elevate.

Progressione impressionante

L’Unicef stima che entro il 2050, tutti i 2,02 miliardi di bambini nel mondo saranno esposti a un’alta frequenza di ondate di calore, indipendentemente dal fatto che il mondo raggiunga uno “scenario a basse emissioni di gas serra” con un riscaldamento stimato di 1,7 gradi nel 2050 o uno “scenario ad altissime emissioni di gas serra” con un riscaldamento stimato di 2,4 gradi nel 2050.

Già adesso, 1 bambino su 3 vive in paesi che affrontano temperature estremamente elevate e circa 1 su 4 è esposto a un’alta frequenza di ondate di calore. Questo dato potrà solo peggiorare. Ancora più bambini subiranno le conseguenze di ondate di calore più lunghe, calde e frequenti nei prossimi 30 anni, minacciando la loro salute e il benessere.

La durata delle ondate di calore elevate attualmente ha conseguenze su 538 milioni (o il 23%) dei bambini a livello globale. Questo numero salirà a 1,6 miliardi nel 2050 con un riscaldamento di 1,7 gradi e a 1,9 miliardi di bambini con un riscaldamento di 2,4 gradi, sottolineando l’importanza di misure urgenti e drastiche di mitigazione delle emissioni e di adattamento per contenere il riscaldamento globale e proteggere le vite umane.

A seconda del grado di riscaldamento globale raggiunto, milioni di bambini in più saranno esposti a ondate di calore e temperature estreme. I bambini delle regioni settentrionali, in particolare dell’Europa, subiranno gli aumenti maggiori delle ondate di calore di elevata intensità e, entro il 2050, quasi la metà di tutti i bambini dell’Africa e dell’Asia sarà esposta in modo prolungato a temperature estremamente elevate.

“L’Italia si trova nella cosiddetta zona hotspot del Mediterraneo, cioè è tra le aree che si riscaldano più rapidamente rispetto all’aumento della media globale. In Italia nel 2020 erano 6,1 milioni i minorenni esposti a un’alta frequenza di ondate di calore: nel 2050 saranno 8,7 in uno scenario a basse emissioni, 9,7 in uno scenario a emissioni molto elevate. Per quanto riguarda la durata delle ondate di calore, nel 2020 avevamo 7,2 milioni di minorenni esposti a una durata elevata, nel 2050 ne avremo 8,7 in uno scenario a basse emissioni, 9,2 in uno scenario a emissioni molto elevate. Sono dati preoccupanti, sui cui non dobbiamo abbassare la guardia”, ha dichiarato Andrea Iacomini, Portavoce dell’Unicef Italia.

Le ondate di calore sono dannose soprattutto per i bambini, perché hanno una minore capacità di regolare la loro temperatura corporea rispetto agli adulti. Più i bambini sono esposti a ondate di calore, maggiori sono le loro probabilità di avere problemi di salute, comprese malattie respiratorie croniche, asma e malattie cardiovascolari. I neonati e i bambini piccoli sono esposti a più alti rischi di mortalità legata al caldo. Le ondate di calore possono avere effetti sull’ambiente in cui vivono i bambini, la loro sicurezza, nutrizione e accesso all’acqua, sull’istruzione e sul loro sostentamento futuro. 

Leggi anche:  L'Ue approva la legge per ripristinare il 20% delle terre e dei mari: sconfitta la destra negazionista

Questi risultati sottolineano il bisogno urgente di adattare i servizi su cui i bambini fanno affidamento all’inevitabile impatto del riscaldamento globale. Il rapporto sottolinea inoltre la necessità di continuare a mitigare gli effetti peggiori delle altre condizioni di caldo elevato, per prevenire gli impatti peggiori delle altre misure di riscaldamento, tra cui ondate di calore più lunghe e più calde e temperature estreme più elevate.

Quanto saranno devastanti questi cambiamenti dipenderà dalle azioni che intraprendiamo adesso. Come minimo, i governi devono limitare urgentemente il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius e raddoppiare i fondi per l’adattamento climatico entro il 2025. Questo è l’unico modo per salvare le vite il futuro dei bambini e il futuro del pianeta.

Epicentro Asia centrale  ed Europa 

Secondo un’analisi degli ultimi dati disponibili relativi a 50 Paesi, pubblicata dall’Unicef in un nuovo studio, circa la metà dei bambini dell’Europa e dell’Asia centrale – ovvero 92 milioni – è esposta a un’elevata frequenza di ondate di calore. Questo dato corrisponde al doppio della media globale di 1 bambino su 4 esposto a un’elevata frequenza di ondate di calore. L’anno scorso l’Europa ha vissuto il secondo anno più caldo mai registrato nella regione. Per alcuni Paesi dell’Europa sud-occidentale è stato il più caldo mai registrato. In Asia centrale la frequenza delle ondate di calore è aumentata del 30% in 60 anni.

“Beat the heat: protecting children from heatwaves in Europe and Central Asia” (Battere il caldo: proteggere i bambini dalle ondate di calore in Europa e Asia Centrale) rileva che i bambini sono particolarmente vulnerabili all’impatto delle ondate di calore, che li espongono al rischio di gravi malattie, tra cui il colpo di calore. Negli ultimi anni, le ondate di calore in Europa e Asia centrale sono diventate più frequenti e non accennano a diminuire. In tutta la regione, la frequenza delle ondate di calore è destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni. Secondo gli scenari più ottimistici di aumento della temperatura globale di 1,7 gradi Celsius, entro il 2050 tutti i bambini dell’Europa e dell’Asia centrale saranno esposti a un’elevata frequenza di ondate di calore, l’81% sarà esposto a un’elevata durata delle ondate di calore e il 28% sarà esposto a un’elevata gravità delle ondate di calore. 

“I Paesi dell’Europa e dell’Asia centrale stanno sentendo il calore della crisi climatica e la salute e il benessere dei bambini ne risentono maggiormente”, ha dichiarato Regina De Dominicis, Direttore regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale. “La metà dei bambini della regione è attualmente esposta a una frequenza elevata di ondate di calore. Si prevede che questa percentuale crescerà fino a raggiungere la totalità dei bambini nel 2050. La moltitudine di implicazioni negative sulla salute attuale e futura di una percentuale così significativa di bambini della regione deve essere un catalizzatore per i governi che devono investire con urgenza in misure di mitigazione e adattamento”, ha dichiarato De Dominicis.

I neonati e i bambini piccoli sono i più a rischio durante le ondate di calore, poiché la loro temperatura interna aumenta in modo sensibilmente più elevato e più rapido rispetto agli adulti. Le ondate di calore influiscono anche sulla capacità di concentrazione e di apprendimento dei bambini, mettendo a rischio la loro istruzione, si legge nello studio. 

Leggi anche:  L'Ue approva la legge per ripristinare il 20% delle terre e dei mari: sconfitta la destra negazionista

Sebbene i bambini siano particolarmente vulnerabili all’impatto delle ondate di calore, la maggior parte degli adulti percepisce il caldo in modo diverso, rendendo difficile per i genitori e le persone che se ne prendono cura identificare le situazioni di pericolo o i sintomi di malattie legate al caldo nei bambini, mettendo ulteriormente a rischio la loro salute.

Per contribuire alla protezione dei bambini, l’Unicef esorta i governi dell’Europa e dell’Asia centrale a: Incorporare la mitigazione e l’adattamento alle ondate di calore nei Contributi Determinati a livello Nazionale (Ndc), nei Piani Nazionali di Adattamento (Nap) e nelle politiche di riduzione del rischio di disastri e di gestione del rischio di disastri, mantenendo i bambini al centro di tutti i piani. Investire nell’assistenza sanitaria di base per sostenere la prevenzione, l’intervento precoce, la diagnosi e il trattamento delle malattie legate al caldo tra i bambini, anche attraverso la formazione di operatori sanitari e insegnanti. Investire in sistemi nazionali di allerta climatica, effettuare valutazioni ambientali locali e sostenere iniziative di preparazione alle emergenze e di costruzione della resilienza. Adattare i servizi idrici, igienici, sanitari, scolastici, nutrizionali, di protezione sociale e di tutela dell’infanzia per far fronte agli impatti delle ondate di calore. Garantire fondi adeguati per finanziare interventi che proteggano i bambini e le loro famiglie dalle ondate di calore. Fornire ai bambini e ai giovani una formazione sui cambiamenti climatici e sulle competenze ecologiche.

La scienza dimostra che l’aumento delle temperature è il risultato del cambiamento climatico. L’Unicef esorta i governi dell’Europa e dell’Asia centrale a ridurre le emissioni di CO2 per limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius e a raddoppiare i finanziamenti per l’adattamento entro il 2025.

Secondo un’analisi dell’Unicef in Asia meridionale vive la più alta percentuale di bambini esposti a temperature estremamente alte, rispetto a tutte le altre regioni.  

L’Unicef stima che il 76% dei bambini sotto i 18 anni in Asia meridionale – 460 milioni – sono esposti a temperature estremamente alte dove per 83 o più giorni l’anno vengono superati i 35 gradi. Questo significa che 3 bambini su 4 in Asia meridionale sono già esposti a temperature estremamente alte rispetto a 1 su 3 (32%) a livello globale. L’Analisi si basa su dati del 2020, gli ultimi disponibili. 

Inoltre, i dati mostrano che il 28% dei bambini in Asia meridionale sono esposti a 4,5 o più ondate di calore l’anno, rispetto al 24% a livello globale. 

Luglio è stato il mese più caldo mai registrato a livello globale, ponendo ulteriori preoccupazioni su un futuro in cui i bambini, compresi coloro che vivono in Asia meridionale, si prevede affronteranno ondate di calore più frequenti e gravi, dovute in larga parte al cambiamento climatico. 

“Con Il mondo in ebollizione globale, i dati mostrano chiaramente che le vite e il benessere di milioni di bambini in Asia meridionale sono sempre più minacciati da ondate di calore e alte temperature. I paesi della regione non sono i più caldi al mondo attualmente, ma il caldo comporta rischi mortali per milioni di bambini vulnerabili”, ha dichiarato Sanjay Wijesekera, Direttore Regionale Unicef per l’Asia meridionale. ”Siamo particolarmente preoccupati per i neonati, i bambini piccoli, i bambini malnutriti e le donne in gravidanza perché sono i più vulnerabili ai colpi di calore e ad altri effetti gravi”. 

Leggi anche:  L'Ue approva la legge per ripristinare il 20% delle terre e dei mari: sconfitta la destra negazionista

Secondo l’Indice di Rischio Climatico per i Bambini (Ccri) 2021 dell’Unicef, i bambini in Afghanistan, Bangladesh, India, Maldive e Pakistan sono esposti ad un rischio estremamente alto a causa degli impatti del cambiamento climatico. 

In aree della Provincia del Sindh nel Pakistan meridionale, compresa Jacobabad, la città più calda al mondo nel 2022, le temperature a giugno erano di 40 gradi, esponendo 1,8 milioni di persone a gravi rischi sanitari di breve e lungo periodo. Il calore rovente è arrivano a meno di un anno dalle devastanti inondazioni che hanno lasciato la maggior parte del Sindh meridionale sott’acqua ad Agosto 2022. Oltre 800.000 bambini nelle aree colpite dalle inondazioni erano a rischio di grave stress da calore a giugno 2023.  

Anche nella stagione delle piogge, il caldo può aggravare la situazione per i bambini. Questo perchè i bambini non possono adattarsi velocemente al cambiamento delle temperature e non sanno ridurre la temperatura corporea. Questo può causare nei bambini piccoli sintomi e malattie come alta temperature corporea, accelerazione del battito cardiaco, crampi, forti mal di testa, confusione,  collasso degli organi, disidratazione, svenimento e coma; nei neonati scarso sviluppo  mentale, battute d’arresto nello sviluppo come disfunzioni neurologiche e malattie cardiovascolari; nelle donne in gravidanza, che sono particolarmente vulnerabili al caldo, rischi di contrazioni precoci, ipertensione, convulsioni, pressione alta, nascite prima del termine e rischio di morte neonatale. 

Per i bambini piccoli, impacchi di ghiaccio, ventilatori o acqua nebulizzata possono aiutare a ridurre la temperatura corporea, mentre l’immersione in acqua fredda può aiutare i bambini più grandi. 

Istruzione, consapevolezza e preparazione sono la chiave per rispondere a questa crisi. Durante le alte temperature, l’Unicef esorta gli operatori in prima linea, genitori, famiglie, persone che si prendono cura dei bambini e le autorità locali a proteggere i bambini e battere il caldo seguendo questi passi: Essere consapevoli dello stress da caldo e proteggere se stessi e i bambini. Prendere misure preventive, riconoscere lo stress da caldo e sapere cosa fare.  Capire velocemente i sintomi. Riconoscere i sintomi delle varie malattie legate al caldo che coloro che si prendono cura dei bambini, comunità e operatori in prima linea devono saper comprendere. Agire subito per proteggere. Imparare gli interventi di primo soccorso che coloro che si prendono cura dei bambini e operatori in prima linea devono intraprendere per ridurre il calore corporeo in breve tempo. Recarsi in una struttura sanitaria. Gli operatori in prima linea, le famiglie e coloro che si prendono cura dei bambini dovrebbero saper riconoscere i sintomi dello stress da caldo immediatamente, soprattutto i segnali di colpi di calore e aiutare le persone colpite ad andare in una struttura sanitaria.     

Infine, i bambini, gli adolescenti e le donne più vulnerabili sono coloro che pagano il prezzo più alto di eventi climatici estremi.  

“I bambini piccoli semplicemente non possono gestire il caldo”, ha aggiunto Wijesekera. “Se non agiamo adesso, questi bambini continueranno a subire sempre più frequenti e forti ondate di calore nei prossimi anni, non per colpa loro.” 

Chiosa-Globalist. Quando sentite parlare di cambiamenti climatici e le loro conseguenze, tenete a mente i rapporti Unicef. 

Native

Articoli correlati