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Ecco un nuovo pacchetto di sanzioni: cosa realmente metterà in ginocchio Mosca?

Si punta alle aree tecnologiche, sono quelle che possono impoverire anche la produzione bellica

Ecco un nuovo pacchetto di sanzioni: cosa  realmente metterà in ginocchio Mosca?

globalist

22 Settembre 2022 - 14.40


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Ci saranno nuove sanzioni.  Come scrive sull’Agi Simona Zappulla lo ha annunciato il capo della diplomazia della Ue, Josep Borrell, che ha spiegato che questo pacchetto di sanzioni interesserà nuovi settori dell’economia russa, tra cui quello tecnologico.

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I ministri degli Esteri, riuniti d’urgenza a New York, si sono inoltre impegnati a continuare a fornire armi a Kiev per tutto il tempo necessario in una dichiarazione adottata all’unanimità. La riunione è stata convocata a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato la mobilitazione parziale di 300.000 riservisti e ha minacciato di usare tutto il suo arsenale, comprese le armi nucleari.

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“È chiaro che Putin sta cercando di distruggere l’Ucraina, sta cercando di distruggere l’intero Paese con diversi mezzi”, ha sottolineato Borrell in una conferenza stampa al termine dell’incontro. Secondo il diplomatico spagnolo, le ultime mosse di Mosca mirano a minare il sostegno che l’Ucraina riceve dai suoi alleati e a minacciare la pace e la sicurezza internazionale “su una scala senza precedenti”.

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“Ma questo non spezzerà la nostra unità nel sostenere l’Ucraina o il nostro ampio sostegno alla capacità dell’Ucraina di difendere la propria integrità territoriale e sovranità per tutto il tempo necessario”, ha insistito. Per quanto riguarda le nuove sanzioni, Borrell ha spiegato che quanto concordato è un accordo politico, data la natura informale dell’incontro, e che saranno necessarie decisioni formali per renderle concrete ed efficaci.

Nella dichiarazione approvata, i ministri degli Esteri europei hanno anche condannato i piani per organizzare referendum sull’annessione alla Russia nelle aree occupate dell’Ucraina e hanno chiarito che non ne riconosceranno mai i risultati. “L’Ue è ferma nel suo sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina e chiede alla Russia di ritirare immediatamente, completamente e incondizionatamente tutte le sue truppe e i suoi equipaggiamenti militari dall’intero territorio ucraino all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti”, conclude il documento.

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La domanda, a questo punto, è dove e come è possibile colpire ancora l’economia di Mosca? Per ora, non c’è un’indicazione ufficiale, se non una generica ma significativa: sono le aree tecnologiche, non ancora toccate dalla sanzioni già in atto se non per la produzione più avanzata, le maggiori indiziate. Sono le aree che, insieme alle forniture alimentari e ai fertilizzanti, sono rimaste finora indenni e che hanno anche una ricaduta sensibile sul piano della produzione bellica. E’ vero che l’esercito russo non è particolarmente avanzato da un punto di vista tecnologico ma sanzioni mirate nel settore possono ulteriormente indebolirlo. L’ultimo pacchetto di sanzioni introdotte dagli Stati Uniti va del resto nella stessa direzione, colpendo oligarchi, elite legate al Cremlino ed entità russe che operano nei settori della difesa, dell’alta tecnologia e dell’elettronica. Non solo. Anche il canale aperto con la Cina ha progressivamente ridotto i flussi verso la Russia. Molte aziende cinesi, preoccupate della reputazione dei loro marchi, hanno deciso autonomamente di non vendere più in Russia.

Un’analisi del Financial Times ha evidenziato come le sanzioni già esistenti abbiano compromesso buona parte delle forniture alla Russia di semiconduttori, apparecchiature elettroniche e dell’hardware necessario alle infrastrutture informatiche e di rete. Colpire anche direttamente i gruppi che operano nel settore vorrebbe dire avvicinarsi a compromettere quasi completamente la capacità russa nel settore.

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Finora si è agito soprattutto sul piano commerciale e sul piano finanziario, con l’obiettivo di isolare il più possibile il tessuto produttivo e di mettere sotto pressione gli scambi, la circolazione del denaro e le transazioni indispensabili a finanziare lo Stato e gli oligarchi. Proprio per favorire l’erosione delle grandi ricchezze accumulate, e colpire gli interessi particolari, sono state attivate le sanzioni personali accanto a quelle più generali. Borrell ha spiegato a che punto siamo nel percorso verso un nuovo pacchetto di sanzioni. “Oggi non abbiamo deciso quali sono le persone e quali i settori, dovete capire il nostro metodo di lavoro. È chiaro che, a poche ore dal discorso di Vladimir Putin, il punto era mandare un messaggio politico forte”.

Un’analisi del Financial Times ha evidenziato come le sanzioni già esistenti abbiano compromesso buona parte delle forniture alla Russia di semiconduttori, apparecchiature elettroniche e dell’hardware necessario alle infrastrutture informatiche e di rete. Colpire anche direttamente i gruppi che operano nel settore vorrebbe dire avvicinarsi a compromettere quasi completamente la capacità russa nel settore.

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Finora si è agito soprattutto sul piano commerciale e sul piano finanziario, con l’obiettivo di isolare il più possibile il tessuto produttivo e di mettere sotto pressione gli scambi, la circolazione del denaro e le transazioni indispensabili a finanziare lo Stato e gli oligarchi. Proprio per favorire l’erosione delle grandi ricchezze accumulate, e colpire gli interessi particolari, sono state attivate le sanzioni personali accanto a quelle più generali. Borrell ha spiegato a che punto siamo nel percorso verso un nuovo pacchetto di sanzioni. “Oggi non abbiamo deciso quali sono le persone e quali i settori, dovete capire il nostro metodo di lavoro. È chiaro che, a poche ore dal discorso di Vladimir Putin, il punto era mandare un messaggio politico forte”.

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