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Salario minimo, la Ue ha raggiunto un accordo. Von Der Leyen: "Nuove regole per la dignità del lavoro"

Un accordo storico. Per la prima volta l’Unione Europea fissa dei criteri per salari minimi adeguati ed equi e per contrastare la concorrenza sleale e il dumping.

Salario minimo, la Ue ha raggiunto un accordo. Von Der Leyen: "Nuove regole per la dignità del lavoro"

globalist Modifica articolo

7 Giugno 2022 - 09.20


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Il salario minimo è stato ratificato dalla Ue, nella notte il Consiglio europeo ha reso noto che i negoziatori del Consiglio e quelli del Parlamento europeo hanno raggiunto un’intesa politica preliminare sulla bozza di direttiva su salari minimi adeguati nei 27.

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“Nelle linee guida politiche avevamo promesso un legge per assicurare il salario minimo nell’Ue. Con l’accordo politico di oggi sulle nostre proposte abbiamo rispettato” le promesse. Così su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo cui “le nuove regole proteggeranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro sia pagato”.

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Sulla direttiva Ue sul salario minimo è stato raggiunto in trilogo nella notte a Strasburgo “un accordo storico. Per la prima volta l’Unione Europea fissa dei criteri per salari minimi adeguati ed equi e per contrastare la concorrenza sleale e il dumping sociale”, annuncia l’eurodeputata del M5S Daniela Rondinelli. “Questa direttiva – sostiene – rappresenta una rivoluzione copernicana per il mercato del lavoro italiano macchiato da oltre 300 contratti pirata che hanno alimentato il vergognoso fenomeno dei lavoratori-poveri: oltre 3 milioni di cittadini sottopagati che non hanno diritto a una retribuzione equa e quindi a un tenore di vita dignitoso”.

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“Questa direttiva – continua- porterà inoltre a una convergenza verso l’alto dei salari di tutti i lavoratori e metterà fine alla piaga degli stage e tirocini gratuiti. Per il Movimento 5 Stelle questo è un tema di massima priorità. L’inflazione alle stelle che sta erodendo il potere di acquisto degli italiani impone un’accelerazione nel processo di recepimento della direttiva, aspettare l’ultimo minuto significherebbe voltare le spalle a milioni di lavoratori che non riescono ad arrivare alla fine del mese”.

“Non applicarla, come vorrebbe qualche esponente di centrodestra, significherebbe esporre il nostro Paese alle sanzioni europee e a un pericoloso conflitto con la Corte di Giustizia europea. La strada è tracciata, contro l’emergenza sociale rappresentata dai salari da fame si risponde recependo alla lettera e a tempo di record la direttiva europea sui salari minimi”, conclude.

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