Istat, Pil in lieve calo: nel primo trimestre del 2022 si registra un -0,2%. Ma il ministro Franco rassicura...
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Istat, Pil in lieve calo: nel primo trimestre del 2022 si registra un -0,2%. Ma il ministro Franco rassicura...

Secondo l'Istat il Pil condizionato da una crescita dell'agricoltura, una sostanziale stazionarietà dell'industria e un calo dei servizi

Istat, Pil in lieve calo: nel primo trimestre del 2022 si registra un -0,2%. Ma il ministro Franco rassicura...
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29 Aprile 2022 - 12.48


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I lieve calo il Pil in Italia secondo l’Istat. Nel primo trimestre del 2022 il Pil italiano, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente (chiuso a +0,7%) ed è cresciuto del 5,8% in termini tendenziali. Lo ha calcolato l’Istat in base alle stime preliminari sui primi tre mesi dell’anno. Nel Def il governo aveva previsto un calo sul trimestre precedente dello 0,5%.

“L’economia italiana, dopo quattro trimestri di crescita sostenuta, registra nel primo trimestre del 2022 una lieve flessione dell’attività”, ha comunicato l’istituto, ricordando che la stima preliminare ha, “come sempre, natura provvisoria”, e “riflette dal lato dell’offerta una crescita dell’agricoltura, una sostanziale stazionarietà dell’industria e un calo dei servizi”.

Come rilevano i dati Istati, la variazione acquisita del Pil italiano per il 2022 è pari a +2,2%. La chiusura in negativo (-0,2%) del periodo gennaio-marzo ha quindi portato ad una lieve riduzione rispetto alla crescita acquisita calcolata alla fine del 2021, pari a +2,3%. La crescita acquisita è la variazione annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno. L’Istat ha inoltre rivisto al rialzo la crescita trimestrale del Pil del quarto trimestre 2021. Dal +0,6% stimato sia il 31 gennaio che il 5 aprile scorso, i dati di oggi indicano invece un aumento dello 0,7%.

“Nel mese di aprile, dopo nove mesi di accelerazione, l’inflazione rallenta (rimanendo a un livello che non si registrava da settembre 1991) a causa dei prezzi dei Beni energetici (regolamentati e non), che confermano una crescita molto sostenuta su base annua”, commenta l’istituto sull’ultima stima preliminare sull’inflazione.

“Le tensioni inflazionistiche continuano però a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali Alimentari lavorati, Beni durevoli e non durevoli e Servizi relativi ai trasporti, contribuendo così a mantenere sopra il 6% l’inflazione generale. In particolare, l’accelerazione dei prezzi degli Alimentari lavorati fa salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto ‘carrello della spesa’ che si porta a +6,0%”.

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