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Gas, Peskov: "La richiesta del pagamento in rubli non è un ricatto"

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov si difende, dopo le accuse piovute su Mosca, che ha interrotto le forniture di gas a Polonia e Bulgaria, perché non hanno voluto pagare con la valuta russa

Gas, Peskov: "La richiesta del pagamento in rubli non è un ricatto"
Dmitry Peskov

globalist

27 Aprile 2022 - 15.22


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Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov risponde alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, aggiungendo che la Russia interromperà le forniture di gas ad altri Paesi che rifiutano di pagare in rubli, dopo Polonia e Bulgaria: “La richiesta di pagare in rubli il gas russo non è un ricatto. La Russia resta un fornitore affidabile di energia e non scende a ricatti”.

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Peskov ha evitato di indicare quanti e quali Paesi avrebbero accettato di acquistare il gas in rubli in linea con il decreto emesso a marzo dal presidente russo Vladimir Putin, ed ha aggiunto che il rifornimento di gas a Bulgaria e Polonia riprenderà se e quando rispetteranno il nuovo meccanismo di pagamento.

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