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Sanzioni, cosa comporta il pagamento del gas in rubli preteso da Putin?

Il presidente russo da fine mese pretenderà che il gas venga pagato in rubli. Il docente alla Luiss Alessandro Lanza: "Putin vuole mandare il messaggio che controlla gas e petrolio. Per le aziende russe ad oggi il pagamento in rubli non conviene"

Sanzioni, cosa comporta il pagamento del gas in rubli preteso da Putin?

globalist

28 Marzo 2022 - 15.25


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Vladimir Putin da fine mese pretenderà il pagamento dell’energia esclusivamente in rubli ai “paesi ostili”. Una notizia che ha dato l’ennesima scossa al mercato del gas. Sembra quasi che il presidente russo voglia, oltre a creare domanda di rubli, mettere alla prova l’indipendenza energetica dell’Europa, che al momento non sembra aver ancora trovato un’alternativa valida alla Russia.

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Ma cosa significa che Putin si farà pagare il gas solo in rubli? Gli effetti e le conseguenze immediate e future di questa nuova decisione del presidente russo, le ha spiegate a Money.it il professore Alessandro Lanza – docente alla Luiss – evidenziando come Putin “vuole così controllare l’intera massa monetaria di moneta forte attraverso un organismo pubblico ancora da definire, ma che porterebbe un cambiamento forte, con un messaggio: petrolio e gas sono nel mio controllo”.

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Per noi non cambierà molto, ma allora per chi cambia? “Per i russi e non necessariamente in meglio, nel senso che le società russe che vendono gas prima avevano moneta forte, euro o dollari, ora riceveranno solo rubli e con il tasso galoppante del momento non è esattamente un affare. Per le società che vendono energia, quindi, andrà peggio”.

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Intanto ancora non è stato sciolto il nodo contratti che, sul gas e petrolio, sono denominati in dollari e in euro e cambiare in corso le regole dei pagamenti – come dichiarato dal presidente Vladimir Putin – non è per nulla scontato e semplice. Anche perché il cambiamento sarebbe unilaterale. La vera arma nelle mani del presidente sarebbe l’interruzione della vendita del gas e del petrolio ai paesi europei, ma per il momento rimane uno scenario inverosimile: anche la Russia ha bisogno del mercato europeo.

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