Da miniera a presidio culturale: prende forma il “Parco minerario e naturale Luigi Pirandello”
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Da miniera a presidio culturale: prende forma il “Parco minerario e naturale Luigi Pirandello”

Si concretizza sempre più il progetto sull’istituzione del Parco Minerario per esaltare la storia, la tradizione e l’ambiente naturale nel quale sono inserite le miniere appartenute alla famiglia Pirandello.

Da miniera a presidio culturale: prende forma il “Parco minerario e naturale Luigi Pirandello”
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31 Ottobre 2023 - 10.57 Culture


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di Marialaura Baldino

La storia di Ciaula, che scoprì la luna, ha origini nella provincia di Agrigento, ad Aragona, nella miniera di Taccia Caci, dove il padre dello scrittore lavorò per ricavare lo zolfo.

Prendendo spunto dalle vicissitudini familiari nacque, così, il personaggio del povero caruso sprovvisto di consapevolezza che tutto d’un tratto scoprì la bellezza del mondo esterno a quelle cave.

La novella di Ciaula la conoscono oggi un po’ tutti, ma quei luoghi, quelle miniere, un tempo appartenute alla famiglia Pirandello, sono rimaste lì, ferme nel tempo, ancora permeate da quel pungente odore di quella polvere giallastra.

È quindi per ridare valore a questi luoghi, per riportare ad antico splendore la zolfara che è nata un’importante collaborazione tra il Comune di Aragona e l’Università degli Studi di Siena, sancita da una convenzione in via attualmente in corso di definizione, attraverso la quale saranno definiti i tempi e i modi della realizzazione del progetto di rivalorizzazione presentato.

Il programma dei lavori, presentato quest’estate nel comune agrigentino, è frutto di un lungo lavoro di studio e di ricerca che è stato coordinato Maurizio Boldrini, docente storia della comunicazione e del giornalismo dell’ateneo senese e Giornalista professionista, da Manuela Ballo, Dott.ssa in Lettere e giornalista pubblicista – peraltro originiaria di quei luoghi – dalla quale ha preso corpo l’idea del progetto stesso, e da Francesca Anichini, dottoressa in Scienze della comunicazione ed esperta di media digitali.

Già a lavoro dopo la firma della convezione che ha stabilito l’insediamento di due comitati, quello scientifico e quello organizzativo, consultabili al sito del progetto https://leminieredipirandello.altervista.org/ .

Tanti i documenti da analizzare, foto-reperti da scandagliare e tante testimonianze scritte e documentali da passare al vaglio: tutto per cercare di creare un luogo al servizio della cittadinanza locale e nazionale per onorare la memoria storica locale, la tradizione mineraria e letteraria, coinvolgendo i giovani impegnati alla rivalutazione del territorio siciliano.

Il piano di lavoro prevede l’uso delle strutture già esistenti che potranno, con piccoli ritocchi, esser utilizzate per la creazione dei primi spazi museali. Attorno alle polveriere troveranno spazio sia un’area verde, “L’Orto di Mìntini”, dove far conoscere ai più giovani i prodotti di questa terra; all’interno di esse verrà stabilito un osservatorio dotato di telescopio e cannocchiale dai quali poter scrutare il cielo.

Particolare è la riscoperta dei ‘’Forni Gill’’, nei quali avveniva la fusione dello zolfo. In alcuni degli edifici, conservati in ottimo stato, sarà possibile far vivere ai visitatori, in maniera esperienziale, le condizioni di lavoro degli zolfatari attraverso percorsi sensoriali, proiezioni e pannelli touch screen.

Uno di questi forni diventerà poi “Casa della memoria dei minatori”, all’interno del quale saranno raccolte le testimonianze orali, le foto e le espressioni poetiche e artistiche che si rifanno all’epopea dello zolfo.

Il progetto comprende anche l’apertura al pubblico di una sala dedicata esclusivamente al ricordo di Pirandello, dove verranno proiettati filmati inediti tratti dall’Istituto Luce e dalla ricca documentazione visiva esistente sull’artista. Si spazierà dall’inedita regia di un’opera recitata da Marta Abba ad un’originale intervista in francese dopo la consegna del Nobel, oltre che un particolare ricordo di Eduardo De Filippo, insieme a tantissime altre testimonianze che il visitatore potrà selezionare e ammirare.

Ritocchi architettonici a scopi museali e percorsi a piedi che condurranno i visitatori attraverso i verdi spazi che circondano le strutture minerarie.

Il “Parco minerario e naturale Luigi Pirandello”, è dunque, come recita lo stesso project motif, ‘’pensato come uno spazio nel quale far coesistere il rispetto della natura del luogo e la sua funzione originaria con il massimo delle tecnologie che permetteranno di ampliare le conoscenze del visitatore portandolo oltre ciò che è immediatamente percepito e visibile’’.

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