Toh chi si rivede! Il vinile. Piace ai giovani e batte i CD
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Toh chi si rivede! Il vinile. Piace ai giovani e batte i CD

I dati pubblicati negli Usa mostrano questa nuova tendenza, il gusto di ascoltare musica in modo meno stereotipato. In Italia risorge anche il giornale quotidiano che torna a riconquistare lettori e pubblicità.

Toh chi si rivede! Il vinile. Piace ai giovani e batte i CD
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15 Marzo 2023 - 10.22 Culture


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di Manuela Ballo

Per il mio compleanno, nel 2019, i coinquilini mi regalarono un giradischi con annesso un vinile. Era dei Led Zeppelin, una delle mie band predilette. Sapevano bene del mio amore per quegli oggetti che, parafrasando Fogazzaro, potremmo definire come appartenenti a un “Piccolo mondo antico”. Non è passato, da allora, poi così tanto tempo ora che scopro che “in Usa le vendite del vinile battono i cd, è la prima volta dal 1987”. Il giornale che riporta la notizia aggiunge che i dati raccolti dalla Recording Industry Association of America, dicono che nel 2022 sono stati venduti 41 milioni di album in vinile, rispetto a 33 milioni di cd.

Questo dato mi ha dato una gran gioia perché, come sostengo da tempo, sono tra coloro che sperano, e sanno, che non tutto ciò che appartiene al passato deve necessariamente esser dimenticato. I dati dei ricavi delle vendite dei dischi lo dimostrano: il Wall Street Journal, ci dice che sono saliti del 17 per cento nel 2022 per una quota totale di 1,2 miliardi di dollari. E questi, come direbbe il Mariottide di Capatonda, “Sossoldi”.

Nel preciso istante nel quale leggevo questa notizia mi ricordai delle parole del mio professore che, riprendendo un noto studioso di comunicazione, ci ripeteva con insistenza che ogni qualvolta un medium fa il suo ingresso nel sistema, i media precedenti non scompaiono, non muoiono, ma vengono ricollocati nella famiglia mediatica assumendo nuove forme. Qualche esempio? La radio, data per morta, nel momento in cui arriva la televisione, risorge proprio grazie alla tivvù; la televisione data per ammaccata dopo lo sbarco di Internet, risorge proprio grazie allo schermo che viene visto dai cellulari e dal mobile. E via citando.Oggi è il vinile che si rigenera e mette in soffitta i cd.

C’è da chiedersi quali siano i motivi di questa nuova rinascita che ha portato, sempre più giovani a prediligere l’ ascolto di un long-playing a quello di uno stereo o della nostra “cara amica” tuttofare, Alexa.
Probabilmente le persone dopo anni passati ad ascoltare suoni solo tramite casse portatili e stereo hanno sempre più compreso i vantaggi che offre l’ ascolto di un disco attraverso un giradischi. Primo fra tutti : la qualità del suono. A seguire tanti altri piccoli piaceri che solo questo strumento può fornire. Un altro esempio? La bellezza di scegliere un bel disco con una bella copertina, estrarlo e delicatamente appoggiarlo sul lettore stando attenti a posizionare la puntina che, maledetta, il più delle volte viene via.

Ciò che sta succedendo ai vinili accade anche a un altro medium dalla storia secolare: il giornale quotidiano. Anche lui dato per morto dopo che aveva avuto seri acciacchi, con un calo consistente delle vendite e, più che altro, con ammaccature a quell’autorevolezza che ne aveva caratterizzato l’esistenza.
Uno studio recente, pubblicato dal Corriere della Sera, “La stampa oltre la stampa: una storia di valore e nuove aspettative”, evidenzia come il vecchio quotidiano sia in forte ripresa. Le aziende associate alla Federazione della stampa hanno prodotto un fatturato di oltre 4,5 miliardi di euro, con un valore che rappresenta oltre il 90 per cento degli investimenti pubblicitari nazionali.
Lo stesso studio ha inoltre messo in luce attraverso interviste fatte a 400 mila lettori, inserzionisti e agenzie e attraverso il monitoraggio di 150 testate come, in realtà, i lettori abbiano una maggiore attenzione al contenuto degli articoli e al loro valore.

Quindi sia i periodici che i quotidiani vengono ancora percepiti, dall’ 86 per cento dei lettori e dal 90 percento degli inserzionisti, come autorevoli e non come si è spesso pensato ovvero come medium destinati a essere surclassati per poi scomparire soprattutto dall’ avvento del digitale fino alla crossmedialità che per ora domina in tutti i campi e che coinvolge sia il digitale che altri.

La storia del vecchio medium che risorge così si ripete: la versione on-line dei giornali cartacei danno fiato al ritorno di giornali in carta e ossa e gli altri media se ne stanno sempre più accorgendo, grazie alle rassegne stampa che riempiono i telegiornali e, soprattutto, grazie ai talk-show.

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