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A Chiavari il Festival della Parola, libri tra letteratura e musica

Dopo due anni vissuti sospesi in una pandemia che ci ha, letteralmente, cambiato la vita. Tornano allora le parole in azione, ma anche le parole che suonano e quelle così potenti da inventarsi un film o creare il dialogo.

A Chiavari il Festival della Parola, libri tra letteratura e musica
Festival della Parola

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8 Maggio 2022 - 10.25


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di Giordano Casiraghi

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Organizzato dal Comune di Chiavari e patrocinato dal Ministero della Cultura, Regione Liguria e Università degli Studi di Genova, prodotto dall’associazione Le Muse Novae, il festival quest’anno ruota intorno alla parola «Ostinazione». Dopo due anni vissuti sospesi in una pandemia che ci ha, letteralmente, cambiato la vita. Tornano allora le parole in azione, ma anche le parole che suonano e quelle così potenti da inventarsi un film o creare il dialogo.

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È grazie ai giocolieri del linguaggio che si accaniscono con caparbietà per vincere i luoghi comuni, rivoluzionare la comunicazione e difendere la giustizia che oggi il Festival della Parola ritorna rinnovato e ricco di eventi, appuntamenti con gli autori, laboratori per i bambini, mostre fotografiche, conferenze di geopolitica.

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Ecco il programma:

Ostinazione & senso del dovere. Come quelli che hanno mostrato Giuseppe Ayala e Pietro Grasso (che il 12 maggio pubblica Il mio amico Giovanni, scritto con Alessio Pasquini, Feltrinelli) al primo maxi processo a Cosa Nostra: nel trentennale della strage di Capaci saranno gli ex magistrati che hanno riscritto la storia a ricordare quanto ci mancano ancora Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Ostinazione & cocciutaggine. Ce ne vogliono in abbondanza per dire al mondo che la disabilità può essere smart e che perfino chi ha una limitazione fisica ne ha abbastanza del politically correct: lo ripetono e lo hanno anche scritto in maniera ironica, ma assai brillante Mattia Muratore (Sono nato così, ma non ditelo in giro, Chiarelettere), Federico Patuzzi (Mia sorella è un pezzo di figa, Rizzoli) e Totò Cascio (La gloria e la prova. Il mio Nuovo Cinema Paradiso 2.0, Baldini+Castoldi).

Ostinazione & virus. O del perché un microbiologo come Andrea Crisanti (Caccia al virus, Donzelli) è diventato un personaggio pop. Fenomenologia dell’imprevisto.

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Ostinazione & le parole che vengono da sole, come diceva Vasco. È successo durante il lockdown a Nina Zilli che ci ha scritto sopra un romanzo fatto di coincidenze e complicate storie d’amore (L’ultimo di sette, Rizzoli).

Ostinazione & il coraggio dell’Ucraina. Yaryna Grusha, scrittrice e docente di lingua ucraina all’Università degli studi di Milano, e Anna Zafesova, giornalista ed esperta di ex Unione sovietica (Navalny contro Putin. Veleni, intrighi e corruzione. La sfida per il futuro della Russia, Paesi Edizioni) ci spiegano come si fa a resistere a una guerra e ai suoi mostri.

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Ostinazione & spiritualità intesa come perseveranza, carisma, impegno e passione: Helena Molinari, l’ideatrice del festival porta in dote un coro di “mistici” della parola: l’artista Giacomo Celentano, lo scrittore Daniele Mencarelli, il teologo Ludwig Monti, l’iman Yahia Pallavicini, il monaco buddista Schidò Squilloni.

Ostinazione & tutta la forza che hanno trovato le donne di Rose Busingye per lasciarsi alle spalle violenze, torture e la guerra sanguinaria degli anni ’80 in Uganda che le voleva prima schiave e poi emarginate dall’Hiv: Rose, infermiera, ha aperto a Kampala un Meeting Point per curarle e una scuola dove accogliere i loro figli. Tu sei un valore.

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Le donne di Rose è la mostra fotografica che dal 27 maggio, alla sala della Torre civica, racconta per immagini e video la loro storia di rinascita e redenzione. Incredibilmente allegra.

Ostinazione & riconoscimenti. Per la seconda volta torna il Premio Ambasciatore della Parola, assegnato a personalità che si sono distinte in ambito culturale e artistico da un comitato di addetti ai lavori coordinato dal giornalista Massimo Poggini e composto dai giornalisti Massimo Cotto, Pierluigi Senatore, Emilio Targia e Marinella Venegoni. Nel 2021 sono stati premiati Ligabue e Mario Tozzi: quest’anno tocca all’inarrestabile affabulatore Vincenzo Mollica, giornalista televisivo di lungo corso e a Elisabetta Sgarbi, editrice, regista, direttrice artistica della rassegna culturale La Milanesiana e donna ostinata dai mille (e uno) talenti.

Questo e molto altro sarà il Festival della Parola, che celebra anche i 100 anni di Pier Paolo Pasolini con Fulvio Abbate (Quando c’era Pasolini, Baldini+Castoldi) e letture di Massimiliano Finazzer Flory. Ospita il giornalista-scrittore da best seller Gianluigi Nuzzi, che parlerà del suo ultimo libro-inchiesta (I predatori (tra noi), Rizzoli),Enrico Vanzina, che racconterà il suo Diario diurno (HarperCollins), Elisabetta Villaggio (Fantozzi dietro le quinte, Baldini+Castoldi), Pino Donaggio (Come sinfonia, Baldini+Castoldi), Eliana Liotta (Il cibo che ci salverà, La Nave di Teseo), il poeta e romanziere Daniele Mencarelli (Sempre tornare, Mondadori).

E ci sarà anche molto spazio per la musica con Stefano Senardi e Francesco Messina (Franco Battiato – L’alba dentro l’imbrunire, Rizzoli Lizard), Maurizio Solieri e Vittorio De Scalzi che presentano le rispettive autobiografie Questa sera rock’n’roll (VoloLibero) e Una volta suonavo con i New Trolls (Azzurra Music), Massimo Poggini che parlerà di Lucio Dalla – Immagini e racconti di una vita profonda come il mare (Bur Rizzoli) e, assieme a Marco Pagliettini, di 70 volte Vasco (Baldini+Castoldi). 

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