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È morto Paolo Pagani, gestore dell'Osteria 'Da Vito', luogo simbolo di Bologna cantato da Guccini

Leggendarie le serate improvvisate tra Guccini, Benigni, Dalla, Dario Fo, Vasco Rossi, Luca Carboni

È morto Paolo Pagani, gestore dell'Osteria 'Da Vito', luogo simbolo di Bologna cantato da Guccini
Guccini e Dalla Da Vito

globalist

15 Febbraio 2022 - 19.22


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Dall’Osteria ‘Da Vito’ sono passati tutti i più grandi: da Guccini e Benigni, da Lucio Dalla a Luca Carboni. L’Osteria del quartiere Cirenaica di Bologna è un monumento della città e della musica italiana e oggi perde una colonna portante: Paolo Pagani, 73 anni, figlio del fondatore Vito Pagani, è morto oggi e la sua scomparsa colpisce profondamente la sua città. 

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‘Da Vito’, cantata da Guccini che abita a due passi, in via Paolo Fabbri 43 (titolo di uno dei suoi album più celebri), è stata ricordata da chiunque: il sindaco di Bologna Lepore scrive che “avrà sempre un posto speciale nel cuore dei bolognesi” e l’ex primo cittadino Virginio Merola lo definisce “un posto mitico”. 

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Nata come una mescita di vini frequentata da operai e artigiani, scalpellini, tipografi, artigiani che si davano da fare per ricostruire il quartiere distrutto dai bombardamenti degli Alleati nella vicina ferrovia, negli anni ’70 diventa luogo di ritrovo di artisti e intellettuali. Tra i suoi tavoli nasce “Il Foglio di Bologna”, quotidiano promosso da Luigi Pedrazzi che ha rappresentato una forte innovazione nel mondo del giornalismo e della cultura cittadina, ma sono nate anche tantissime serate improvvisate alle quali prendevano parte Dalla e Guccini, ma anche Gianni Morandi, Roberto Vecchioni, Dario Fo, Giorgio Gaber, Luca Carboni, Gaetano Curreri, Vasco Rossi.

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Una tradizione leggendaria sono le ‘sfide’ a colpi di ottava rima, secondo la tradizione dell’Appennino tosco-emiliano, che avvenivano tra Guccini e Benigni fin quasi alle prime luci dell’alba. Fra i tavoli di Vito ci sono stati incontri, discussioni e dispute, ma sono nate anche delle carriere: è qui che una sera il giovanissimo e ancora sconosciuto Luca Carboni si è presentato con un nastro sperando che Lucio Dalla, fra un bicchiere e una partita a carte, trovasse il tempo per ascoltarlo.

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