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Il Pd critica Fontana: "Se vuole tenere chiuse le librerie almeno sostenga il settore"

La consigliera democratica Paola Bocci commenta l'ordinanza del presidente della Lombardia: "Limitarne la vendita alla grande distribuzione significa infliggere un ulteriore colpo al settore"

Una libreria
Una libreria

globalist

11 Aprile 2020 - 16.56


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Una scelta che già fa discutere perché è un aiuto alla grande distribuzione e un altro colpo ai librai, che sono tra i pochi capisaldi della cultura.
“I libri sono beni di prima necessità, ma limitarne la vendita alla grande distribuzione significa infliggere un ulteriore colpo a un settore che ha già denunciato difficoltà soprattutto nei circuiti delle librerie indipendenti e di quartiere: vanno trovati nuovi strumenti di sostegno”.
Lo ha affermato la consigliera Paola Bocci commentando l’ultima ordinanza firmata oggi da Attilio Fontana che a differenza di quanto deciso ieri a livello nazionale dal Governo, impone restrizioni a librerie e cartolerie fino al 3 maggio.
Le librerie come luoghi essenziali del tessuto culturale italiano hanno tenuto vive le relazioni con i lettori re-inventandosi sui canali digitali, raccontando libri a distanza, mettendo in atto modalità di consegna e spediziona a domicilio, come raccontano nella Lettera aperta scaturita dal gruppo Led – Librai Editori Distribuzione in rete, pubblicata su Minima&Moralia.
Le richieste espresse dalla rete delle librerie indipendenti riguardano il sostegno agli affitti, e a partnership con i servizi postali, per aiutare la gestione economica delle forme alternative di vendita.
“Le richieste dei librai vanno accolte, se non vogliamo che troppe librerie siano costrette a chiudere definitivamente dopo questa emergenza, e i librai consultati: Regione Lombardia apra un confronto con i gestori, siano librerie indipendenti e di quartiere, o librerie più grandi e strutturate” aggiunge la consigliera Bocci. “Si può comprendere la chiusura nelle zone più colpite per tutela della salute, ma va destinato da subito un fondo alle librerie per coprire le spese di consegna a domicilio, e vanno promossi protocolli e agevolazioni con piattaforme di distribuzione, che potrebbero essere poi un sostegno permanente all’attività. Si valutino anche aperture parziali al pubblico, nel rispetto delle misure precauzionali ed evitando assembramenti, anche in orari limitati per ritiri su prenotazione”.
“Il gruppo regionale del Partito Democratico ha già sollecitato a regione Lombardia l’istituzione di un fondo straordinario di sostegno alle imprese culturali, comprendendo anche le librerie tra i soggetti destinatari, per compensare le mancate entrate da chiusura dovuta all’emergenza. Se le restrizioni permangono, la Regione provveda a quel fondo subito e lo incrementi anche con risorse per le consegne. E lo faccia tempestivamente, perché ancora non c’è traccia di stanziamenti attivati”.

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