Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto giovedì una serie di colloqui telefonici con alti rappresentanti della regione, tra cui i ministri degli Esteri di Oman, Turchia e Arabia Saudita, oltre al capo dell’esercito pakistano, per discutere degli sviluppi regionali dopo l’intenso scambio di attacchi tra Iran e Stati Uniti avvenuto questa settimana.
L’escalation, innescata dagli attacchi iraniani contro diverse navi commerciali nello Stretto di Hormuz, sembrava essersi attenuata entro la serata di giovedì, dopo la più intensa ondata di raid statunitensi dall’accordo di cessate il fuoco raggiunto a metà giugno.
Nel corso di colloqui separati con il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr Al-Busaidi e con il suo omologo turco Hakan Fidan, Araghchi ha esaminato gli ultimi sviluppi nella regione, con particolare attenzione alla situazione nello Stretto di Hormuz.
Secondo quanto riferito dal governo iraniano, tutti gli interlocutori hanno sottolineato l’importanza di privilegiare i canali diplomatici, mantenere il dialogo e il coordinamento tra i Paesi coinvolti e lavorare per evitare un’ulteriore escalation del conflitto.
Araghchi ha inoltre avuto un colloquio con il capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, durante il quale ha condannato con fermezza quelli che ha definito gli «attacchi aggressivi delle forze armate statunitensi contro diverse aree dell’Iran», sostenendo che costituiscono una violazione delle condizioni del cessate il fuoco previste dal memorandum d’intesa.
Successivamente, il ministro degli Esteri iraniano ha parlato anche con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, affrontando gli sviluppi della situazione regionale alla luce di quelle che Teheran continua a definire azioni aggressive degli Stati Uniti, mentre l’Iran prosegue la sua attività diplomatica con i Paesi vicini nel tentativo di contenere le crescenti tensioni nella regione.