L’Iran dice che la presenza degli israeliani nel sud del Libano renderebbe nullo qualsiasi accordo con gli Usa
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L’Iran dice che la presenza degli israeliani nel sud del Libano renderebbe nullo qualsiasi accordo con gli Usa

La posizione è stata attribuita a fonti iraniane e riportata da media internazionali, secondo cui Teheran considera il mantenimento del dispositivo militare israeliano oltre il confine libanese una violazione

L’Iran dice che la presenza degli israeliani nel sud del Libano renderebbe nullo qualsiasi accordo con gli Usa
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18 Giugno 2026 - 13.25


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L’Iran ha dichiarato che la presenza continuativa delle forze israeliane nel sud del Libano renderebbe di fatto nullo qualsiasi possibile accordo in fase di negoziazione con gli Stati Uniti, aggiungendo un ulteriore elemento di tensione a un quadro diplomatico già estremamente fragile in Medio Oriente.

La posizione è stata attribuita a fonti iraniane e riportata da media internazionali, secondo cui Teheran considera il mantenimento del dispositivo militare israeliano oltre il confine libanese una violazione incompatibile con l’architettura di sicurezza regionale che si starebbe discutendo nei colloqui indiretti con Washington. L’avvertimento si inserisce in una fase in cui gli Stati Uniti stanno cercando di finalizzare un’intesa con l’Iran che includerebbe limiti al programma nucleare iraniano e una riduzione delle tensioni con Israele e gli attori a esso ostili nella regione.

Israele, dal canto suo, non ha dato segnali di intenzione di ritirarsi dal sud del Libano, dove mantiene operazioni militari legate alla sicurezza del confine settentrionale e al contenimento di Hezbollah. Proprio il Libano resta uno dei punti più sensibili dell’intero dossier regionale, con il rischio costante di un allargamento del conflitto oltre la Striscia di Gaza e oltre il confronto diretto tra Israele e Iran.

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Secondo le stesse ricostruzioni, per Teheran il nodo libanese non è separabile dal negoziato sul nucleare: la Repubblica islamica considera infatti l’eventuale accordo con Washington parte di un equilibrio più ampio che riguarda la presenza militare israeliana nella regione e la sicurezza dei propri alleati. In questo contesto, la permanenza delle truppe israeliane in territorio libanese viene descritta come un elemento capace di far saltare l’intero impianto dell’intesa.

La dichiarazione arriva mentre le trattative tra Stati Uniti e Iran restano opache nei dettagli e prive di un testo ufficiale pubblicato, con versioni divergenti sulle condizioni dell’accordo e sui meccanismi di verifica e risposta in caso di violazioni. Washington, secondo le informazioni circolate nelle ultime ore, continua a lavorare per una de-escalation che eviti un ulteriore deterioramento della sicurezza regionale, ma le posizioni delle parti restano lontane su questioni centrali come il programma nucleare iraniano e la presenza militare israeliana nei paesi confinanti.

Il risultato è un quadro in cui ogni dossier sembra intrecciato agli altri, e in cui il negoziato tra Stati Uniti e Iran appare sempre più esposto a fattori esterni difficili da controllare. La posizione iraniana sul Libano aggiunge così una nuova variabile a un equilibrio già instabile, mentre sul terreno le operazioni militari israeliane continuano a rappresentare uno dei principali punti di attrito dell’intera crisi regionale.

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