"Sei pazzo": lo scontro tra Trump e Netanyahu che rivela la frattura sull’escalation in Libano
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"Sei pazzo": lo scontro tra Trump e Netanyahu che rivela la frattura sull’escalation in Libano

La ricostruzione, pubblicata per prima da Axios e successivamente confermata da numerose testate internazionali, descrive una conversazione furibonda avvenuta mentre Israele stava valutando nuovi attacchi contro Beiru

"Sei pazzo": lo scontro tra Trump e Netanyahu che rivela la frattura sull’escalation in Libano
Netanyahu e Trump
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2 Giugno 2026 - 12.49


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Donald Trump e Benjamin Netanyahu non sono mai apparsi così lontani. Dietro l’annuncio di una tregua parziale tra Israele e Hezbollah si nasconde infatti una telefonata dai toni durissimi, che secondo diverse fonti statunitensi avrebbe segnato uno dei momenti di maggiore tensione nei rapporti tra il presidente americano e il premier israeliano.

La ricostruzione, pubblicata per prima da Axios e successivamente confermata da numerose testate internazionali, descrive una conversazione furibonda avvenuta mentre Israele stava valutando nuovi attacchi contro Beirut e l’esercito israeliano proseguiva le proprie operazioni nel Libano meridionale. Secondo fonti informate sulla telefonata, Trump avrebbe accusato Netanyahu di stare aggravando inutilmente il conflitto e di mettere a rischio i delicati negoziati regionali in corso.

L’ira della Casa Bianca sarebbe esplosa dopo la decisione israeliana di intensificare le operazioni contro Hezbollah, nonostante gli sforzi diplomatici statunitensi per ottenere una riduzione delle ostilità. Nella ricostruzione di Axios, Trump avrebbe apostrofato Netanyahu come «pazzo» e lo avrebbe accusato di danneggiare gravemente l’immagine internazionale di Israele. Diverse fonti riportano inoltre che il presidente americano avrebbe sostenuto che l’escalation stava alimentando un crescente isolamento politico dello Stato ebraico sulla scena mondiale.

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La disputa non riguardava soltanto il Libano. Sullo sfondo vi sono infatti i tentativi dell’amministrazione Trump di mantenere aperto il canale negoziale con l’Iran. Secondo le fonti citate da Axios, la Casa Bianca temeva che una massiccia offensiva israeliana contro Beirut potesse far saltare i colloqui e provocare una nuova esplosione del conflitto regionale.

Dopo la telefonata, Israele avrebbe rinunciato ai piani per colpire la capitale libanese. Nelle stesse ore Trump ha annunciato di aver ottenuto, attraverso intermediari, un impegno di Hezbollah a interrompere gli attacchi contro Israele e di aver convinto Netanyahu a fermare l’avanzata verso Beirut. Reuters riferisce che il presidente americano ha presentato l’intesa come un passo verso una cessazione delle ostilità più ampia, anche se sul terreno gli scontri non sono cessati immediatamente.

Netanyahu, tuttavia, non sembra disposto a modificare radicalmente la strategia israeliana. Dopo il colloquio con Trump ha ribadito che Israele continuerà le operazioni nel Libano meridionale e che eventuali nuovi attacchi di Hezbollah potrebbero provocare ulteriori raid contro obiettivi nell’area di Beirut.

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Lo scontro verbale tra i due leader rappresenta un segnale politico significativo. Per anni Trump è stato considerato uno dei presidenti americani più vicini a Israele. Proprio per questo la durezza delle parole attribuitegli assume un peso particolare: non si tratta della critica proveniente da un avversario di Netanyahu, ma del richiamo pubblico e privato di un alleato storico che teme che l’escalation in Libano possa trascinare l’intera regione in una nuova fase di guerra.

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