Il ministro razzista di Israele: "Gaza è nostra, i palestinesi sono ospiti"
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Il ministro razzista di Israele: "Gaza è nostra, i palestinesi sono ospiti"

Le dichiarazioni del ministro della Cultura israeliano Miki Zohar, del partito al governo Likud, hanno suscitato nuove critiche internazionali e interne,

Il ministro razzista di Israele: "Gaza è nostra, i palestinesi sono ospiti"
Miki Zohar
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2 Gennaio 2026 - 11.39


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Vergognosi: le dichiarazioni del ministro della Cultura israeliano Miki Zohar, del partito al governo Likud, hanno suscitato nuove critiche internazionali e interne, rappresentando l’ennesima prova di un governo israeliano apertamente di estrema destra e razzista.

Zohar ha affermato che Gaza appartiene a Israele e che i palestinesi nel territorio sono “ospiti” a cui Israele si limita a permettere di vivere lì per ora. “Gaza è anche nostra. Li lasciamo lì come ospiti fino a un certo punto, ma Gaza è nostra”, ha detto in un’intervista all’emittente pubblica Kan, ripresa dal Times of Israel.

Il ministro aveva espresso opinioni simili anche in passato. Questa volta stava spiegando perché sta valutando la possibilità di negare fondi all’industria cinematografica israeliana per aver assegnato il premio Ophir, il più prestigioso riconoscimento cinematografico del paese, a un film su un ragazzo palestinese della Cisgiordania a cui viene negato il permesso di ingresso per visitare una spiaggia in Israele. Sebbene Zohar ammetta di non aver visto il film, sostiene che ritrae l’IDF in modo negativo e presenta Israele come un occupante. “La Giudea e la Samaria sono nostre”, ha detto, usando il termine biblico per la Cisgiordania. “Non siamo occupanti nella nostra terra”.

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Il ministro ha aggiunto che i registi che desiderano ricevere fondi governativi dovrebbero “produrre film che gli israeliani amano vedere. Non quelli che gli europei amano vedere”, confermando la linea politica di un governo che continua a rafforzare una narrativa nazionalista ed esclusiva, discriminando sistematicamente i palestinesi e imponendo limiti alla libertà culturale.

Queste dichiarazioni, lungi dall’essere isolate, evidenziano come il governo israeliano attuale, guidato da forze di estrema destra, persegua una politica razzista sia sul piano territoriale sia culturale, consolidando un clima di esclusione e oppressione nei confronti dei palestinesi.

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