I conservatori cannibali, Sunak sotto tiro del suo stesso partito su Ulster e tasse
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I conservatori cannibali, Sunak sotto tiro del suo stesso partito su Ulster e tasse

Cresce la pressione nel Partito Conservatore britannico sulla leadership di Rishi Sunak , azzoppato da sondaggi catastrofici a soli 4 mesi dal suo arrivo a Downing Street

I conservatori cannibali, Sunak sotto tiro del suo stesso partito su Ulster e tasse
Il premier britannico Rishi Sunak,
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globalist Modifica articolo

20 Febbraio 2023 - 13.24


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Il Partito Conservatore britannico preme sulla leadership di Rishi Sunak, azzoppato da sondaggi catastrofici a soli 4 mesi dal suo arrivo a Downing Street (con distacchi dal Labour stabilizzati sotto i 20 punti, che se si votasse oggi significherebbero una decimazione dei seggi Tory) . E secondo i media dietro l’ennesima turbolenza questa volta ci sono – almeno in parte – gli orfani dell’ex premier Boris Johnson: decisi a vendicarsi della congiura estiva anti-BoJo.

L’ultima puntata della saga è stato il guanto di sfida lanciato da vari deputati della destra interna contro l’aumento della tassa sui profitti d’impresa dal 19 al 25% annunciata a suo tempo dal primo ministro attuale e dal cancelliere dello Scacchiere, Jeremy Hunt, in vista della prossima finanziaria di primavera, fra le misure di stabilizzazione dei conti pubblici rientro dall’inflazione. Mentre nel weekend era stato Boris in persona ad avvertire “Rishi” – brexiteer della prima ora, ma pragmatico nei colloqui con l’Ue sulla modifica del protocollo post Brexit sull’Irlanda del Nord – a non fare marcia indietro in cambio di un’intesa sul suo controverso progetto di legge concepito per attribuire su queste materie priorità alla legislazione nazionale rispetto al diritto internazionale: norma invisa a Bruxelles, denunciata da più parti come illegittima e potenzialmente in grado di sabotare i progressi negoziali appena evocati sul protocollo.
   

Se non bastasse, come ulteriore segnale, è arrivato un voto di sfiducia contro il veterano Damian Green: ex vicepremier nel governo di Theresa May, poi travolto da una scandalo a causa a luci rosse, ma tuttora parlamentare di punta della corrente Tory ‘moderata’ alla Camera dei Comuni, considerato uno dei congiurati anti-Johnson più attivi nel 2022. Voto espresso dalla base degli iscritti nel suo stesso collegio e che gli impedirà di ricandidarsi alle prossime elezioni politiche entro fine 2024.

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