Parla l'esperto israeliano: "Quella in Iran è una rivolta senza precedenti, ma il regime è lontano dal cadere"
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Parla l'esperto israeliano: "Quella in Iran è una rivolta senza precedenti, ma il regime è lontano dal cadere"

Secondo Meir Litvak, docente dell'università di Tel Aviv, molti iraniani sono scontenti del regime, ma temono il caos o una dittatura militare delle Guardie della Rivoluzione.

Parla l'esperto israeliano: "Quella in Iran è una rivolta senza precedenti, ma il regime è lontano dal cadere"
Le proteste a Teheran.
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15 Dicembre 2022 - 15.14


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Chiaramente in Iran vi è una rivolta senza precedenti, ma il regime è lontano dal cadere“, molti temono il caos o “una dittatura militare delle Guardie della Rivoluzione”. A tre mesi dalla morte di Mahsa Amini il 16 settembre, dopo l’arresto della polizia morale iraniana per il velo mal indossato, a fare il punto della protesta con l’Adnkronos è Meir Litvak, docente di Storia del Medio Oriente ed esperto d’Iran dell’università di Tel Aviv.

“Il velo – spiega – è stato soltanto la molla scatenante, ma diversamente dalle altre vole, chi protesta chiede un cambio di regime, non delle riforme. E’ una combinazione di rimostranze economiche, sociali e politiche. I giovani non vedono un futuro, un fatto che ha portato ad una massiccia fuga dei cervelli, anche secondo i portavoce del regime”.

Il problema” dei manifestanti, puntualizza Litvak, “è che mancano di organizzazione, leadership e un chiaro programma. Ammiro il loro coraggio, ma non sono riusciti a ottenere l’appoggio delle classi più povere (in passato base del regime), né della classe media o dei lavoratori. Abbiamo avuto degli scioperi, ma sono lontani dagli scioperi massicci avvenuti in Iran nel 1978, che portarono alla caduta dello Shah. Chiaramente molti iraniani sono scontenti del regime, ma temono il caos come in Libia o Yemen, o una guerra civile come in Siria. Molti hanno paura che l’alternativa all’attuale regime sia una dittatura militare delle Guardie rivoluzionarie”.

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“Per questo motivo, non abbiamo ancora visto crepe nelle elite al potere. Queste sono condizioni essenziali per una rivoluzione di successo. Non sono ancora avvenute, ma non sappiamo cosa ci riserva il futuro”, ragiona il docente israeliano.

“Il regime non è stato in grado di sopprimere le proteste, ma non ha usato tutti i suoi poteri. Le Guardie della Rivoluzione sono state impiegate contro i curdi e i beluci, non nelle principali città. Il regime è di fronte ad un dilemma – sottolinea Litvak – Teme che ogni concessione possa solo incoraggiare la protesta, come accadde, sempre in Iran, nel 1978. Ma le continue proteste e la repressione danneggiano l’economia e alimentano la rabbia della generazione più giovane”.

“Non oso fare previsioni. Uno scenario molto probabile – conclude – è che l’Iran sia all’inizio di una crisi prolungata di fermenti, agitazioni e proteste con alti e bassi per mesi e anni”. Intervista di di Maria Cristina Vicario apparsa su adnkronos.

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