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Zelensky contro la Russia: "Volevano distruggerci con la fame ora con buio e freddo"

Il presidente dell'Ucraina Zelensky ha ricordato l'Holodomor e accusa la Russia di voler far lo stesso con il freddo e il buio"

Zelensky contro la Russia: "Volevano distruggerci con la fame ora con buio e freddo"

globalist Modifica articolo

26 Novembre 2022 - 21.46


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Guerra in Ucraina, nessun segnale di pace. Anzi. “Una volta volevano distruggerci con la fame. Ora con l’oscurità e il freddo». È incessante il monito del presidente Zelensky al mondo mentre l’inverno si fa sempre più rigido in Ucraina. Ed è ancora più significativo nel giorno in cui il Paese ha ricordato l’Holodomor, lo sterminio della fame che causò diversi milioni di morti dal 1932 al 1933, provocato dall’Urss di Stalin. Oggi il nemico è lo stesso di novant’anni fa, anche se porta un altro nome. E costringe al buio e al gelo ancora sei milioni di persone, mentre continuano gli sforzi delle autorità di ripristinare acqua, luce e riscaldamento nel Paese dopo la pioggia di missili russi. Perché «noi non possiamo essere spezzati. Il nostro fuoco non si spegnerà. Sconfiggeremo di nuovo la morte», ha assicurato il capo di Stato ucraino.

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Se l’elettricità è tornata a Kherson, a Kiev sono ancora 130 mila le persone senza energia. La situazione nella capitale ha spinto Zelensky a lanciarsi andare ad un’inusuale critica al sindaco Vitaly Klitschko. «Molti cittadini di Kiev sono rimasti senza elettricità per più di 20 o addirittura 30 ore», ha detto il capo di Stato, chiedendo di fare di più per i residenti nella città. Dopo la bacchettata, l’operatore elettrico Dtek ha promesso che d’ora in poi i blackout a Kiev non dureranno più di 5 ore di seguito.

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Se da una parte si moltiplicano le accuse di Kiev a Mosca di voler uccidere la popolazione con l’aiuto del Generale Inverno, dall’altra il Cremlino insiste nell’offensiva. Confermando il mantra di voler «liberare gli ucraini dai governanti neonazisti». L’Ucraina «merita di vivere in buon vicinato, amicizia, prosperità accanto ai suoi fratelli slavi», ha affermato il ministro degli Esteri russo Lavrov, accusando anche l’Europa di essere complice della rinascita del neonazismo in tutto il mondo.

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Mosca torna quindi a battere sulla propaganda, evocando uno spauracchio utilizzato quel tragico 24 febbraio per giustificare «l’operazione speciale» contro l’Ucraina. Mentre Zelensky incassa ancora una volta il sostegno dell’Occidente, in occasione di un summit organizzato a Kiev per lanciare l’iniziativa `Grain from Ukraine´, il programma per fornire grano ucraino ai Paesi poveri in Africa. Nel vertice Kiev ha raccolto circa 150 milioni di dollari da oltre 20 Paesi e dall’Ue. L’idea è di inviare 60 navi in nazioni quali Etiopia, Sudan, Sud Sudan, Somalia e Yemen entro la metà del 2023.

Il vertice è servito all’Ucraina per posizionarsi come garante della sicurezza alimentare mondiale di fronte alla crisi provocata dalla guerra. Ma soprattutto, è stata l’occasione per fare il punto sulle alleanze cruciali in questa fase della guerra, con Mosca in difficoltà sul terreno: gli stock russi di missili a lungo raggio sarebbero talmente bassi che l’esercito sta utilizzando vecchi missili nucleari con testate rimosse, secondo il ministero della Difesa britannico.

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Il segretario Nato Jens Stoltenberg e la leader della Commissione Ue Ursula Von der Leyen hanno confermato di essere al fianco dell’Ucraina, mentre la presidente ungherese Katalin Novak ha attaccato Vladimir Putin, la cui responsabilità in questa guerra «è ovvia». Per l’anniversario dell’Holodomor, sostegno è stato ribadito anche dall’Italia, con la premier Giorgia Meloni che ha rivolto un messaggio ai milioni di ucraini colpiti «dai bombardamenti russi che si accaniscono volutamente sulle infrastrutture civili. Azioni inaccettabili». E anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto confermare che Roma «non lascerà sola» l’Ucraina.

Intanto, sul terreno continuano i bombardamenti, allungando una scia di sangue che ormai imbratta il Paese da nove mesi. Secondo Kiev, 86.710 soldati russi sono stati uccisi dall’inizio della guerra, 560 solo venerdì. A Dnipro, 13 persone sono rimaste ferite per l’attacco missilistico russo sulla città, mentre a Kherson 32 civili sono stati uccisi dagli invasori dal 9 novembre, quando gli occupanti hanno iniziato il ritiro dalla città simbolo della crisi russa. Bersaglio ora di continui attacchi: 5 i raid avvenuti nel capoluogo solo nelle ultime 24 ore, secondo Kiev, che ha iniziato ad evacuare i residenti più deboli come bambini e malati.

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