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Von der Leyen sul voto: "Se le cose vanno in una direzione difficile, agiremo come nel caso di Polonia e Ungheria"

La presidente della Commissione europea risponde così a una domanda sul futuro dello stato di diritto in Italia dopo le elezioni di domenica

Von der Leyen sul voto: "Se le cose vanno in una direzione difficile, agiremo come nel caso di Polonia e Ungheria"
Von der Leyen

globalist

23 Settembre 2022 - 12.19


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“Vedremo l’esito delle elezioni” in Italia. “Se le cose vanno in una direzione difficile – ho parlato di Ungheria e Polonia – abbiamo gli strumenti. Se le cose vanno nella giusta direzione… E le persone, a cui un governo è tenuto a rispondere, giocano un ruolo importante”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rispondendo a una domanda sul futuro dello Stato di diritto in Italia dopo le elezioni di domenica, durante un evento all’Università di Princeton negli Stati Uniti.

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“La democrazia ha bisogno di tutti voi, è un costante lavoro in corso, non finisce mai. Non è mai al sicuro. Non si mette in una scatola e si tiene. E’ questione di come la gente protegge la democrazia. Vedremo l’esito delle elezioni, abbiamo appena avuto delle elezioni anche in Svezia”, ha spiegato. “Il mio approccio è che qualsiasi governo democratico vuole lavorare con noi, lavoreremo insieme. Ed è interessante vedere come lavora il Consiglio europeo”, ha raccontato agli accademici di Princeton. “Ci sono tante dinamiche nel gruppo tra pari. Non sei solo un Paese che dice voglio questo, voglio quello. Ma sei al Consiglio europeo e realizzi che il tuo futuro e il tuo benessere dipende anche dagli altri ventisei. E’ il bello delle democrazia. A volte siamo lenti, parliamo tanto, lo so. Ma la democrazia è anche questo”, ha aggiunto.

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Nel suo intervento von der Leyen aveva parlato degli strumenti utilizzati contro la Polonia – il blocco dei fondi del Pnrr – e contro l’Ungheria, il blocco dei fondi di Coesione con il meccanismo di condizionalità allo Stato di diritto, appunto per la tutela dello stato di diritto. “La Commissione è il guardiano dei Tratti. Li deve proteggere e difendere e ha gli strumenti legali per farlo”, ha detto la leader Ue.

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